Cosa vedere a Fermo in un giorno

Incastonata tra il mare Adriatico e i Monti Sibillini, Fermo possiede un borgo perfettamente conservato, arroccato sul colle Sàbulo, da scoprire camminando sulla pietra delle sue stradine, in un saliscendi che vi porta a scoprire diversi lati della città, da quello medievale a quello romano e rinascimentale. Vicoli talvolta stretti e ripidi, dove gli edifici svettano in altezza quasi a non volerti far scorgere il cielo.

Fermo è una città dalle origine antichissime, legate alla presenza dei Villanoviani e dei Piceni, prima, per poi passare sotto il controllo dei Romani, degli Ostrogoti, dei Longobardi, della Serenissima fino al dominio papale e degli Sforza. Con Napoleone, le Marche furono annesse al Regno d’Italia. Il resto, come si dice, è storia: dopo un breve ritorno sotto il controllo della Chiesa, le Marche passarono in via definitiva sotto il neonato Stato italiano. Diciamo che, come per praticamente ogni porzione di territorio italiano, anche Fermo ha avuto delle belle “gatte da pelare”.

Scontri territoriali a parte, Fermo è una destinazione ideale per una gita fuori porta nelle Marche per tre motivi:

  • il suo borgo è visitabile senza alcuna fretta in un giorno;
  • dimenticatevi l’auto perché tutte le cose principali da vedere sono raggiungibili a piedi;
  • il borgo è un vero gioiello e in grado di regalare ancora le suggestioni di un luogo che pare sia riuscito a trattenere lo scorrere del tempo.

Sebbene sia uno dei capoluoghi di provincia delle Marche, a Fermo non troverete il tipico caos delle città. In un certo senso, sembra che qui il tempo abbia deciso di scorrere in un modo tutto suo, senza alcuna fretta.

Se deciderete di fare di Fermo la meta di uno dei vostri viaggi, ecco le tappe che non potete perdere:

  • Piazza del Popolo;
  • Palazzo dei Priori;
  • le Cisterne Romane;
  • il Duomo;
  • il Teatro dell’Aquila;
  • i Musei Scientifici;
  • l’Oratorio di Santa Monica e la chiesa di Sant’Agostino.

Piazza del Popolo

Una visita a Fermo che si rispetti non può non partire da Piazza del Popolo, il cuore della città. Anticamente dedicata a San Martino, deve forma e dimensioni attuali alla ristrutturazione avvenuta nel 1659: oggi, infatti, si presenta in tutto il suo splendore con una lunghezza di ben 135m e larghezza di 34m, rendendola una delle piazze più belle delle Marche.

Al di là delle sua imponenza e della presenza dei due portici del ‘500 in mattoni che la delimitano a monte e a valle, sono i due loggiati gli elementi che più la caratterizzano. Passeggiare sotto i portici in cotto vi permetterà di fare un piccolo salto indietro nel tempo. Le linee degli edifici che si affacciano sulla piazza si integrano armoniosamente con il suo stile quattrocentesco: tra questi, Palazzo degli Studi e Palazzo dei Priori (Palazzo comunale), uniti da una loggetta pensile dagli splendidi soffitti affrescati.

Palazzo dei Priori e la Sala del Mappamondo

Della fine del ‘300, Palazzo dei Priori accoglie, al centro della sua scenica doppia scalinata, la statua di Papa Sito V – vescovo di Fermo per 6 anni – e oggi è sede del polo museale della città.

La visita a Palazzo dei Priori inizia con le stanze di rappresentanza al primo piano, costituite da:

  • Sala dei Ritratti, con oltre 30 ritratti, tra cui 9 di cardinali fermani. In passato fu sede del teatro della città;
  • Sala dei Costumi, conservante una interessante collezione di abiti, livree e giubbe in uso dal XVII secolo;
  • Sala degli Stemmi;
  • Sala Gialla, in cui è custodito mobilio di pregio e statuine di porcellana firmate Ginori;
  • Sala dell’Aquila (o Sala Consiliare), così chiamata per la presenza di decorazioni a tema e perché, in passato, qui si curavano quelle che vengono comunemente soprannominate le “regine del cielo”.

La visita continua nelle sale ospitanti, dal 1981, la pinacoteca civica della città. Al loro interno, dipinti di scuola marchigiana e veneta, oltre a costumi, porcellane e arredi di pregio. La punta di diamante? Il dipinto di Rubens rappresentante “L’Adorazione dei Pastori”.

Se il capolavoro del maestro fiammingo non vi avrà lasciato a bocca aperta, aspettate di entrare all’interno della preziosa Sala del Mappamondo. Questo stupefacente e allo stesso tempo delicato gioiello del Seicento è il cuore della biblioteca civica.

Commissionata dal Cardinale Decio Azzolino il Giovane nel 1688, in passato veniva chiamata Sala delle Commedie ed ospita parte del lascito di Romano Spezioli, medico personale della regina Cristina di Svezia, nativo di Fermo e parte del fondo antico della biblioteca civica.

👉 Sulla porta di ingresso della sala si nota un medaglione con incisa la dedica “Cristina”, unico riferimento e omaggio del cardinale alla figura della regina.

Con le sue scaffalature in noce e il suo soffitto intagliato, la sala del Mappamondo sprigiona una energia tutta particolare, simile a quella della Biblioteca Malatestiana di Cesena e della Biblioteca Gambalunga di Rimini.

Dalle grate si scorgono manoscritti, codici, riviste storiche, incisioni. Una collezione dai numeri notevoli: si contano 3.000 manoscritti, 127 codici e oltre 15.000 edizioni del ‘500. Un vero e proprio patrimonio che circonda, quasi a volerlo proteggere, l’imponente globo disegnato dall’abate e cartografo Amanzio Moroncelli nel 1713, all’epoca cartografo della regina Cristina di Svezia. Un mappamondo di dimensioni importanti (5,68m di circonferenza e 1,85m di diametro), rivestito con carta reale di Fabriano, impreziosito da figure di pesci, mostri marini, riproduzioni di navi dell’epoca e ornamenti.

Da amante delle biblioteche (sebbene non mi piaccia studiarci), avrei pagato per potermi sedere su una delle antiche poltrone presenti nella sala, assaporarmi un buon tè e sfogliare uno di quegli antichissimi e preziosi volumi. Voi?

Musei Civici di Fermo: biglietti, orari e giorni di apertura, prenotazione online

  • Il circuito dei Musei Civici include: Palazzo dei Priori, Cisterne Romane, Teatro dell’Aquila, Musei Scientifici e Museo Archeologico di Torre di Palme.
  • Biglietti e prenotazione: il biglietto per ogni singola struttura costa €4. Considerata la validità di 1 anno, vi consigliamo di acquistare il biglietto unico a soli 8€ (ridotto €6). La biglietteria si trova a Palazzo dei Priori, al Museo Archeologico di Torre di Palme e al Terminal Mario Dondero. È possibile acquistare il biglietto online sul sito ufficiale.
  • Orari e giorni di apertura: Palazzo dei Priori è aperto dal martedì alla domenica. Per giorni e orari di ogni singola struttura, poiché cambiano spesso, vi consigliamo di fare riferimento al sito ufficiale, così da organizzare al meglio la vostra giornata.

Cisterne Romane

Risalenti al periodo tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C., le cisterne romane di Fermo sono tra le più antiche e più grandi al mondo. Un vero e proprio impianto idrico di epoca augustea che si estende su una superficie di ben 2.200m2 utilizzato, per l’appunto, per la raccolta dell’acqua piovana. Il loro interno è costituito da 30 camere, ognuna rivestita con cocciopesto perché ideale per impermeabilizzare la malta di calce.

Ciò che le rende affascinanti è il loro perfetto stato di conservazione, nonostante siano state utilizzare come rifugio contro i bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale.

La visita è esclusivamente guidata ed è piuttosto interessante perché vi accompagna passo passo attraverso le varie tecniche di raccolta e distribuzione dell’acqua in tutta la città.

Il Teatro dell’Aquila

Il teatro storico più grande delle Marche, il Teatro dell’Aquila può ospitare circa 1.000 persone. Si tratta di un teatro attivo solo nella stagione autunnale e invernale poiché, non essendo possibile installare condizionatori, in estate sarebbe troppo caldo. Il teatro è un vero gioiello settecentesco la cui storia è piuttosto avvincente.

Come già anticipato, il primo teatro nacque nella sala del Mappamondo, successivamente spostato nella sala dei Ritratti. A seguito di un incendio a metà del ‘700, i nobili della città ne crearono uno in via Mazzini, a metà strada tra duomo e piazza, tra potere religioso e civile. Il teatro era aperto solo ai condomini, coloro che avevano partecipato economicamente alla costruzione dello stesso.

Inaugurato ufficialmente nel 1791, fu chiuso dopo appena due anni per trasformare il palcoscenico da tre a una bocca unica. Gli spettacoli iniziavano a Santo Stefano e terminavano a Carnevale, con una stagione aggiuntiva in occasione della Cavalcata dell’Assunta, una rievocazione storica medievale che si svolge ogni anno il 15 agosto. In uso fino a metà dell’Ottocento, subì un ulteriore incendio.

👉 La leggenda narra che il valletto di una signora lasciò la stufetta per scaldare i piedi accesa, dando origine all’incendio.

L’ingegner Ghinelli, colui che costruì anche il Teatro Rossini di Pesaro, fu incaricato della ricostruzione.

Ciò che più impressiona una volta in platea è senza dubbio il soffitto. Il lampadario a 56 bracci in ferro ricoperti d’oro con decorazione a fogliami in legno anch’essi ricoperti fu costruito a Parigi. Il dipinto a tempera rappresenta gli dei dell’Olimpo: Apollo suona la lira, le tre grazie danzano e le sei figure danzanti verso il palcoscenico rappresentano le 6 ore che si trascorrevano a teatro. Questo, infatti, era un luogo di ritrovo dove non solo si veniva per gli spettacoli, ma anche per bere, mangiare e stare in compagnia.

Alcune curiosità:

  • i palchetti più vicini al palcoscenico sono chiamati “le barcacce” ed erano i più ambiti perché, appunto, adiacenti al palco.
  • Il palco è inclinato per permettere a chi si siede nelle prime due file di vedere. Per questo motivo, in questo teatro sono andati in scena pochissimi balletti.
  • Beniamino Gigli, natio di Recanati, la prima volta che si esibì in questo teatro fu fischiato per non aver mantenuto la promessa di esibirsi, dopo il teatro, anche in piazza. Capriccio? No, semplice abbassamento di voce.
  • L’affresco centrale del foyer in stile Liberty venne recuperato grazie ai restauro degli anni ’80 e rappresenta le 4 arti: Commedia, Tragedia, Musica e Danza.

Duomo di Fermo

Il Duomo di Fermo, dedicato alla Vergine Assunta, svetta sulla cima del Colle Girfalco e domina tutta la città. Con la sua facciata in pietra d’Istria, ricca di motivi cristiani scolpiti, l’attuale cattedrale si erge sulle fondamenta di una antica basilica paleocristiana del VI secolo, a sua volta costruita su un tempio pagano.

L’interno del duomo è in pieno stile neoclassico. Le sue tre navate custodiscono opere preziose, nel presbiterio i mosaici paleocristiani lasciano a bocca aperta. Nei sotterranei, inoltre, è possibile ammirare i resti delle chiese precedenti e diversi reperti archeologici. La cripta, di origine duecentesca, è notevole. A tre navate, è ricca di marmi colorati, statue, reliquie e decorazioni.

Musei Scientifici

I Musei Scientifici sono ospitati all’interno di Palazzo Paccaroni, lungo corso Cavour, la via principale della città. Si tratta di due musei piuttosto particolari:

  • il Museo di Scienze Naturali “Tommaso Salvadori”, ospitante una vasta collezione ornitologica creatasi a seguito delle battute di caccia di Tommaso Salvadori, forse il più importante ornitologo italiano.
  • Il Museo Polare “Silvio Zavatti”, l’unico del suo genere dedicato agli ambienti, ai popoli e alle ricerche polari artiche italiane. In particolare, è molto interessante ammirare il materiale raccolto proprio dall’esploratore Zavatti durante le sue 5 spedizioni polari.

👉 Proprio di fronte all’ingresso dei musei si trova la chiesa San Filippo Neri. Oggi è adibita a sala espositiva e auditorium ma conserva ancora elementi pittorici e decorativi di pregio.

Oratorio di Santa Monica e chiesa di Sant’Agostino

Proseguendo fino alla fine di corso Cavour, sulla destra si trovano l’Oratorio di Santa Monica e la chiesa di Sant’Agostino. L’Oratorio di Santa Monica conserva un pregevole ciclo di affreschi in stile tardo-gotico con le storie dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista.

La chiesa di Sant’Agostino, risalente al XIII secolo, è di fondazione romanico-gotica. Al suo interno, nella Cappella della Spina, si trova un reliquario gotico con la Sacra Spina. Secondo l tradizione, si tratta di una delle spine della corona di Gesù: precedentemente a Sant’Elpidio, dal 1377 si trova a Fermo.

👉 Biglietto di ingresso per l’Oratorio: €4 (incluso anche il Museo Diocesano). Orari e giorni di apertura: controllare gli aggiornamenti sul sito ufficiale.

Cosa vedere nei dintorni di Fermo

Tra le possibili destinazioni a meno di un’ora in auto da Fermo vi consigliamo:

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