5 cose da vedere a Osimo, la città dei “Senza Testa”

Una città sorta su due colli per secoli contesa da numerosi popoli, dai Piceni ai Romani, Osimo, grazie alla sua posizione strategica, mantenne una propria egemonia fino all’epoca di Guelfi e Ghibellini, quando passò sotto il dominio dei Malatesta da Rimini, di Francesco Sforza, dello Stato Pontificio e di Napoleone, per poi svolgere un ruolo cruciale negli eventi che portarono all’Unità d’Italia.

👉 Momento Alberto Angela! Qui fu firmato il Trattato di Osimo, in segreto il 10 novembre 1975, per sancire i confini tra Italia e l’allora Jugoslavia.

La tradizione narra che la città fu fondata circa 3.000 anni fa. La leggenda narra che, qualora una popolazione fosse sopravvissuta ad una catastrofe naturale, si sarebbe fatto ricorso al rito della “primavera sacra”. Il rito consisteva nel dedicare i figli maschi da 0 a 2 anni alla divinità salvatrice. Al compimento dei 12 anni, questi partivano alla ricerca della “terra promessa”, da dedicare alla divinità. Nel caso delle Marche, questi attesero un segno dal cielo per trovare la strada, segno che si concretizzò con l’apparizione di un uccello, più precisamente di un picchio verde (ancor oggi presente nello stemma della regione Marche). Decisero di seguirlo ed arrivarono nelle Marche, insediandosi in questa zona e prendendo il nome di Piceni.

👉 Il rito, in realtà, altro non era che un espediente per:

  • fondare nuove colonie;
  • diminuire la densità di popolazione in uno stesso territorio (cosa che avrebbe causato scarsità di risorse);
  • evitare rapporti tra consanguinei.

Grotte sotterranee di Osimo

È proprio dalle grotte sotterranee di Osimo che inizia il nostro itinerario alla scoperta della città. Come nel caso delle grotte di Camerano, anche in questo caso non si tratta di vere e proprie grotte poiché non sono naturali ma scavate dall’uomo. Composte da arenaria, ad oggi sono state censite circa 100 grotte per oltre 9km di lunghezza ed estese su 5/6 livelli collegati da condotti verticali. Una vera e propria città sotterranea, anzi Osimo sotterranea!

I primi popoli iniziarono a scavare la collina circa 2.500 anni fa, i Romani le modificarono per farne cisterne e tubi dell’acqua, dando loro una funzione prettamente idraulica, mentre nel Medioevo, con l’ingrandirsi della città, anche queste subiscono un ampliamento, assumendo funzioni prevalentemente religiose. Non a caso, lungo il percorso si possono notare diversi simboli religiosi che fanno pensare, in mancanza di documentazione scritta, che qui si svolgessero riti cattolici e che le persone si rifugiassero in preghiera. Non mancarono nemmeno le riunioni massoniche: qui, infatti, avveniva il rito di iniziazione per diventare membro.

Le grotte di Osimo sono un vero labirinto dove si perde il senso del tempo e dello spazio. Immaginatevele completamente buie, silenziose: la grotta non ha tempo, non vi è alternanza tra giorno e notte, non fornisce alcuna distrazione. Come suggerito dalla nostra guida, entrare in una grotta è come entrare nella Terra, come essere seppelliti, un po’ come morire, anche se si tratta di una morte positiva e necessaria per rinascere: l’umidità stessa delle grotte è infatti paragonata al grembo materno.

Le grotte del Cantinone

Lungo il percorso di visita alle grotte del Cantinone, quelle attualmente aperte al pubblico, ci si può sentire disorientati, cosa del tutto normale visto che l’obiettivo principale era quello di dissuadere eventuali intrusi. Quindi, come facevano gli abitanti di Osimo ad orientarsi? In corrispondenza dei crocevia, sul soffitto si notano dei segni incisi che indicavano la direzione da prendere. Bastava dunque tastare le pareti sovrastanti e quelle laterali alla ricerca di eventuali simboli per capire dove ci si trovasse. Geniale, vero?

Tra i simboli presenti nelle grotte del Cantinone, prettamente di tipo religioso, meritano di essere citati i raggi del sole (quali simbolo della resurrezione), delle frecce a rappresentare i chiodi della passione e, infine, la M con corona, ad indicare Maria Maddalena penitente. Sopra il punto in cui si trova questo simbolo, infatti, fu costruito nel ‘200 il Santuario di San Giuseppe da Copertino, a sua volta eretto sopra una chiesa a lei dedicata.

All’interno delle grotte del Cantinone (e non solo), quindi, i frati si ritrovavano in preghiera, certi dell’assoluto silenzio che avrebbero trovato.

Informazioni utili per visitare le grotte

Le grotte di Osimo sono principalmente quattro: le grotte del Cantinone, le grotte di Piazza Dante, le grotte Riccioni e le grotte Simonetti (queste ultime private e non aperte al pubblico). Tuttavia, poiché quelle visitabili quotidianamente sono solo le prime, le grotte del Cantinone, è a queste che si riferiscono le seguenti informazioni.

  • Giorni e orari di apertura. Le grotte del Cantinone sono visitabili dal martedì alla domenica in orari precisi (passibili di modifiche a seconda del periodo): 10.15, 11.45, 16.15 e 17.45
  • Dove si trovano. La visita alle grotte del Cantinone inizia dall’Ufficio IAT, sito in via Fonte Magna, 12.
  • Prenotazione visita. La visita è guidata e può essere prenotata sul sito ufficiale. Per qualunque informazione, l’ufficio IAT è reperibile allo 071/7236664 o via email a iat@osimoturismo.it.
  • Durata della visita: la visita guidata dura circa 45 minuti.
  • Biglietti. Il biglietto intero costa €6 (ridotto €4, gratuito per bambini sotto i 6 anni e disabili con accompagnatore). Il biglietto cumulativo “Città sotterranee di Camerano e Osimo” costa €12 (consigliato).
  • Informazioni utili: la temperatura media all’interno delle grotte è di 12°-13° costanti quindi, soprattutto in estate, vi consigliamo una felpa. La grotta Cantinone non presenta particolari ostacoli ed è su un livello unico ma vi consigliamo comunque di indossare scarpe comode.

👉 Se siete un gruppetto di almeno 10 persone, prenotando con un po’ di anticipo, è possibile visitare la grotta Cantinone, di Piazza Dante e Riccioni a soli 10€ a persona!

Fonte Magna

A pochi metri dalle grotte del Cantinone (link Google Maps), scendendo delle scale in pietra si arriva all’antica Fonte Magna. Si tratta di un ninfeo romano del I secolo a.C., così denominato perché in passato era la principale sorgente della zona.

Circondata da piccole felci, si trova in un luogo molto tranquillo ed è uno dei rari monumenti antichi delle Marche di cui si hanno testimonianze scritte. Si pensa addirittura che questo ninfeo fosse dotato di copertura a volta decorata, così da permettere l’accesso all’acqua anche in una situazione d’assedio.

👉 Pare che Pompeo Magno abbia fatto abbeverare qui i suoi cavalli durante una sosta in città per reclutare soldati da inviare contro cesare durante le guerre civili.

Duomo (o Cattedrale di San Leopardo)

Uno degli esempi più belli di architettura romanico-gotica delle Marche, la cattedrale di San Leopardo risale al XII secolo e impressiona per la sua maestosità e la caratteristica pietra bianca.

La sua cripta conserva le spoglie di San Leopardo, primo vescovo di Osimo, ma sono le cappelle della cattedrale che lasciano a bocca aperta. In particolare, la Cappella del Santo Crocefisso, con il crocifisso in legno del XIII secolo, meta di pellegrinaggi poiché dal 2 luglio 1796, per alcuni giorni, fu visto aprire e chiudere gli occhi da ben 127 testimoni, e la Cappella della Madonna del Rosario, la cui volta stellata – comune anche alla prima cappella – tanto ricorda la Cappella degli Scrovegni di Padova.

Uscendo dalla cattedrale, fate tappa all’adiacente battistero del ‘400 (o chiesa di San Giovanni Battista) per ammirare un soffitto ligneo a cassettoni da far perdere la testa e, se vi interessa, al museo Diocesano.

👉A soli 200m dal duomo si trovano i Giardini di Piazza Nuova. Se è un panorama mozzafiato sui Monti Sibillini quello che cercate, è lì che dovete andare.

Palazzo Comunale – Lapidarium

Dai giardini si torna nel centro storico, ricco di splendidi palazzi signorili e vicoli dove intrufolarsi. La tappa che però non dovete perdervi è l’atrio d’ingresso del Palazzo Comunale.

Qui si trovano 12 statue romane, tutte acefale, che si sono guadagnate l’appellativo – e lo hanno fatto guadagnare anche alla città di Osimo – di “Senza Testa”. Un soprannome dovuto probabilmente al fatto che siano rimaste semplicemente incompiute o che siano cadute durante una guerra, ma l’ipotesi più “folkloristica” vuole che a tagliare le teste, come atto di sfregio, sia stato il generale Trivulzio che, per conto del Papa, nel 1487 cacciò da Osimo il tiranno Boccolino da Guzzone, reo di aver osato pretendere l’indipendenza dallo Stato Pontificio.

Oltre alle statue, nel lapidarium si trovano diversi reperti di epoca romana e medievale, il più prezioso dei quali è senza dubbio il frammento riportante la più antica iscrizione ritrovata con il nome di Pompeo Magno, il triumviro che qui ad Osimo vide iniziare la propria carriera politica e militare.

statue senza testa osimo
Le statue “Senza Testa”

Basilica Santuario San Giuseppe da Copertino

Il Santuario di San Giuseppe da Copertino, prima chiesa di San Francesco, fu costruita nel XIII secolo, a seguito di due visite da parte del Santo di Assisi, e modificata e arricchita nel XVIII secolo, conseguenza della beatificazione di San Giuseppe da Copertino. Quest’ultimo è ancor oggi soprannominato “Santo dei Voli”: si narra, infatti, che cadesse spesso in estasi alla visione della Madonna, sollevandosi miracolosamente da terra davanti agli occhi esterrefatti dei fedeli. Di lui si disse anche che non fosse un gran “secchione”: pare che per ben due volte riuscì a superare gli esami al sacerdozio grazie all’intercessione della Vergine della Grottella e, ancora oggi, gli studenti disperati lo invocano.

Che sia per la fede o per superare un esame universitario, la cripta dove è custodito il corpo del santo, nonché patrono della città, è meta di pellegrinaggio.

Interessante la visita al museo a lui dedicato, dietro la cripta, dove sono raccolti oggetti a lui appartenuti, e le stanze dove San Giuseppe visse dal 1657 al 1669. Queste ultime si trovano all’interno del convento dei Frati Minori Conventuali, salendo le scale sopra la sacrestia.

👉 Se visiterete Osimo nei giorni feriali, non perdetevi la chiesa di San Marco Evangelista. Qui troverete una splendida pala d’altare dell’artista di Cento, il Guercino, raffigurante “la Madonna del Rosario col Bambino e i Santi Domenico e Santa Caterina da Siena”.

Osimo: dove mangiare e dove parcheggiare

Per un pasto veloce ma gustoso, fermatevi al Caffè del Corso. Sia i primi che i dolci non sono niente male!

Quanto ai parcheggi, potete sostare a pagamento anche lungo le mura romane (per un breve tratto la tariffa è di €0,30 all’ora e sarete a pochi metri dalle grotte) o lasciare l’auto al maxiparcheggio in via Giacomo Brodolini, riconoscibile dal murale su uno dei lati della struttura. Da qui, prendete la funicolare “Tiramisù” – stazione Colombo, che vi condurrà in pieno centro storico gratuitamente. Per le tariffe del parcheggio e gli orari di apertura dell’impianto di risalita, consultate il sito ufficiale.

Cosa vedere nei dintorni di Osimo

A meno di mezz’ora di auto è possibile raggiungere diversi borghi e città molto interessanti:

  • Camerano, con la sua città sotterranea;
  • Offagna, con la sua imponente rocca;
  • Castelfidardo, dov’è nata la fisarmonica;
  • Recanati, città natale di Leopardi;
  • Loreto, la città mariana.

Ti potrebbero anche interessare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.