Una giornata a Faenza con il FAI: Palazzo Milzetti e il MIC

cosa-vedere-a-faenza-museo-internazionale-delle-ceramiche

La nostra partecipazione agli eventi organizzati dal FAI di Rimini è diventata una costante. Perché? Perché organizzano delle giornate talmente interessanti a cui rinunciare è semplicemente impossibile. E cosa hanno tirato fuori dal cilindro questa volta? Faenza, comune romagnolo famoso per le sue ceramiche.

“Ma abiti in Romagna e non sei mai stata a Faenza?”. Domanda legittima. Avete presente quei paesi che attraversate sempre guidando in autostrada? Ecco, questa era la nostra conoscenza di Faenza fino a poco meno di due mesi fa. (Tranquilli, la fustigazione è già avvenuta!)

Ma veniamo a noi: perché dovreste visitare Faenza? Cosa c’è da vedere? Eccovi accontentati con due chicche che siamo certi faranno inserire la città nella lista dei luoghi da scoprire.

Cosa vedere a Faenza: Palazzo Milzetti – Museo Nazionale dell’età neoclassica in Romagna

Palazzo Milzetti è quel che si può definire uno scrigno di sorprese. Dalla sua facciata di fine ‘700, progettata dall’architetto Pistocchi, mai si potrebbe immaginare una esplosione di colori e decorazioni come quelle che ci hanno lasciati letteralmente a bocca aperta una volta all’interno (in gran parte affidate a Felice Giani). Piccola nota curiosa: il caro Pistocchi fu un architetto un tantino sventurato, finito in carcere a San Leo a causa del suo orientamento politico (ah, la democrazia!).

Il palazzo prende il nome dalla famiglia che ne acquisì la proprietà nel 1602, i Milzetti per l’appunto. Fu Nicola Milzetti, in particolare, ad assumere il Pistocchi per sistemare la strada e ridare decoro al palazzo e al quartiere. Suo figlio, Francesco, alla morte del padre, riscattò le quote di fratelli e parenti vari ed eventuali, diventando l’unico erede del palazzo. Non contento di possedere una dimora di tale bellezza, pensò bene di sposarsi Giacinta Marchetti degli Angelini, nobile e con una santa nel proprio albero genealogico! 😅 (diciamola tutta: Francesco non aveva più il becco d’un quattrino causa fideiussione per il palazzo e aveva bisogno di una sposa che riempisse le casse…)

I due ebbero ben quattro figli i quali, sfortunatamente, morirono prima del padre. Problema: a chi lasciare tutto questo ben di Dio? Soluzione: Giacinta adottò il figlio di suo fratello il quale pensò bene di lasciare la “carriera” da frate e diventare esploratore! Unica clausola? Prendere anche il cognome dei Milzetti. Ecco che Paolo si ritrovò con un cognome infinito: Paolo Marchetti degli Angelini Milzetti (sono solo io a pensare alla sfortuna che tale personaggio avrebbe avuto se fosse andato a scuola ai nostri tempi? Ma ci pensate che l’insegnante avrebbe potuto interrogarlo estraendo sia la M che la A?).

Piccolo excursus storico a parte, Palazzo Milzetti non lo abbiamo definito uno scrigno di sorprese senza motivo. Ora diteci se non abbiamo ragione!

cosa-vedere-a-faenza-palazzo-milzetti
Vestibolo del bagno – dettaglio soffitto

Salone

cosa-vedere-a-faenza-palazzo-milzetti
Salone ottagonale – dettaglio del soffitto
cosa-vedere-a-faenza-palazzo-milzetti
Salone ottagonale – dettagli
cosa-vedere-a-faenza-palazzo-milzetti
Salone delle feste
cosa-vedere-a-faenza-palazzo-milzetti
Cucine

Se tutto questo non fosse già sufficiente per convincervi a visitare Faenza, una volta usciti da Palazzo Milzetti, dirigetevi verso la sede del Dopolavoro ferroviario, entrate all’interno del bar e chiedete le chiavi della capannina. A pochi metri vi troverete questa capannina – con evidenti esigenze di restauro – decorata da Romolo Liverani.

cosa-vedere-a-faenza-capannina
Esterno capannina
Cosa vedere a Faenza: il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche

Faenza è nota in tutta Italia e all’estero per la produzione di ceramiche e il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche non poteva non essere creato in questa città. Fondato nel 1908, pensate che iniziò come una mostra temporanea che ebbe talmente successo da diventare permanente.

Cosa-vedere-a-Faenza-museo-internazionale-delle-ceramiche
Museo – esterno

Se come noi godrete della visita guidata, scoprirete che:

  • il versante Tosco-Romagnolo è particolarmente ricco di argilla e gesso e si trova a meno di 5km dal centro della città
  • Faenza è una delle 37 città membri dell’Associazione Italiana Città della Ceramica
  • il museo era in origine un monastero benedettino del 1400 (a tale proposito, poiché non riusciamo mai a fare a meno dei gossip storici, abbiamo un piccolo aneddoto da raccontarvi: all’interno del monastero viveva l’amante di Galeotto Manfredi, signore di Faenza, il quale fu ucciso per gelosia da dei sicari assunti dalla moglie Francesca Bentivoglio)
  • la ceramica italiana è in prevalenza maiolica perché il nostro terreno è ricco di argilla, materiale considerato friabile e povero.

La visita sarà un viaggio indietro nel tempo – dal Medioevo al XX secolo – e nello spazio (il museo ospita – solo per fare qualche esempio – collezioni di ceramiche asiatiche e precolombiane). Scoprirete, per esempio, che nel Medioevo non si raffiguravano quasi mai figure umane, i colori prevalenti erano il verde, il blu e il nero, si utilizzava la terracotta e lo smalto ricopriva tutto tranne la base perché troppo costoso. Nel gotico fiorito iniziano a spuntare i primi simboli religiosi e forme come quelle dei vasi da farmacia.

Cosa-vedere-a-Faenza-museo-internazionale-delle-ceramiche

Cosa-vedere-a-Faenza-museo-internazionale-delle-ceramiche

Nel Rinascimento si utilizzava uno smalto blu grigiastro, mentre a fine ‘500 aumentano le decorazioni e le forme diventano più articolate. Nel ‘600 si hanno i famosi Bianchi di Faenza, con le loro forme traforate.

Cosa-vedere-a-Faenza-museo-internazionale-delle-ceramiche

Insomma, come abbiamo detto, un vero viaggio nel tempo che per noi si è concluso con la mostra temporanea “Lenci – collezione Giuseppe e Gabriella Ferrero”, dove i canoni degli anni ’30 del secolo scorso la fanno da padroni: opere dal gusto borghese, utilizzate come soprammobili, un lieve accenno di futurismo e assenza di qualsivoglia contrasto. Un vero e proprio specchio della società dell’epoca.

Possiamo affermare con assoluta certezza di avervi già dato due buoni motivi per visitare Faenza. Vi consigliamo, fra una visita e l’altra, anche una passeggiata nel centro storico della città. Volete le prove? Eccole!

Ti potrebbero anche interessare

10 commenti

  1. Ti capisco perché anche io troppo spesso ignoro tanti paesini vicini a casa mia perché tanto “sono sempre lì ci vado quando voglio” e poi uno finisce per perdersi un posto come Faenza.
    Mica scemo il frate: sarebbe un sogno dover rinunciare alla carriera di frate (o di impiegata 😉 per fare l’esploratore!
    Buon weekend 😍

  2. Ma lo sai che non conosco affatto Faenza? Mi è piaciuto molto il tuo racconto, fra aneddoti e storia, con immagini che mi sembra di averlo visitato. Il palazzo Milzetti è incredibile, una reggia, certo che la sua storia è particolare… che fortuna sfacciata quel frate, come dire al posto giusto al momento giusto! Mai che capitino anche a me 🙂

    1. Siamo in due, certe fortune girano ben alla larga da me! 😂
      Scherzi a parte, Palazzo Milzetti non lo abbiamo definito uno scrigno senza motivo, la sua facciata così austera mai farebbe pensare a tanta magnificenza all’interno!

  3. Faenza la conoscevo di nome proprio in virtù delle note ceramiche però la mia conoscenza termina esattamente lì! Mi associo al pensiero di Silvia sul discorso dei dintorni però ultimamente proprio grazie a queste iniziative stiamo riscoprendo un territorio ricco di sorprese. E non dico una fesseria se un po’ di merito va anche al blogging giusto? 😉
    Buon WE! 😀

    1. Non è assolutamente una fesseria, anzi! Più passa il tempo più sono convinta che questo mondo ci stia aprendo porte che mai avremmo creduto di poter anche solo trovare e ci sta facendo conoscere persone uniche!
      Buon inizio di settimana Dani!

  4. Wow che bella scoperta!
    Anche noi grazie al FAI stiamo scoprendo posticini unici 😉
    Faenza l’abbiamo purtroppo sempre e solo vista in foto, ma contiamo di visitarla presto!

    1. Secondo noi è una tappa che merita di essere inserita se si vuole fare un itinerario nella Romagna più interna, una cittadina davvero sorprendente|

  5. Anche io ho visto entrambi e mi sono piaciuti molto, soprattutto il MIC (anche se dopo un po’ ho iniziato a distrarmi, è più grande di quello che sembra).
    Ho trovato Faenza molto interessante, piccola ma vivibile.
    Un bacione :*

    1. In effetti non lo credevo nemmeno io così grande! In una cittadina come Faenza è senza alcun dubbio una “presenza imponente”!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.