Dintorni di Padova: una giornata a Monselice

Quando lo scorso dicembre abbiamo trascorso un weekend a Padova, manager non sapeva che, dei tre giorni previsti, avevo già deciso di dedicare una giornata alla scoperta dei dintorni di questa città. Prima del nostro arrivo non sapevo ancora dove saremmo andati, poi, con la bassa stagione e la chiusura invernale di alcuni siti che avevo inserito nella mia top 5, la scelta è caduta su Monselice (raccontata così sembra che questo paese sia stata una seconda scelta, ma non è così).

Monselice si trova ad appena 20 minuti di treno da Padova. Complice anche la bella giornata, arriviamo alla stazione di questo paese in versione sonnacchiosa, come un bambino che la mattina non vuole lasciare il tepore delle coperte per alzarsi ed andare a scuola. D’altronde questi paesi si risvegliano – letteralmente – durante la bella stagione, quando le temperature sono migliori.

Da bravi organizzatori, abbiamo ovviamente fatto un paio di chiamate il giorno precedente per essere certi che ciò che avremmo voluto visitare fosse aperto.

Monselice: brevi cenni storici

Paese di cui si hanno informazioni scritte a partire dall’epoca bizantina, Monselice ha subito, nel corso dei secoli, il dominio di longobardi, romani e perfino della Serenissima, la quale sfruttò la pietra locale – la trachite – per pavimentare Piazza San Marco nel 1722. È proprio durante la dominazione veneziana che Monselice passò da paese dalla forte dominazione militare a centro agricolo ed industriale.

Cosa vedere a Monselice: il Castello Cini

Il Castello è stato il motivo principale che ci ha spinti a scegliere Monselice quale meta per la nostra gita “fuori porta”. Prima di scendere in dettagli, sappiate che le visite sono solo guidate (durano circa 45 minuti) e che, nel periodo invernale, queste sono meno frequenti: vi consigliamo di controllare sul sito date ed orari. Aggiungiamo che se avete – come noi – la tessera FAI, avrete diritto ad uno sconto sul biglietto di ingresso e che all’interno non è concesso scattare fotografie 😕

Castello Cini Monselice
Esterno

Ma torniamo a noi… Questa fortezza altomedioevale, di proprietà della Regione Veneto dal 1981, deve il suo status attuale di museo al Conte Vittorio Cini. Questo bell’aristocratico – visto ciò che è riuscito a fare si merita anche lo status di belloccio sulla fiducia – da grande intellettuale ed amante dell’arte e della storia qual era, decise di arricchire l’ormai spoglio castello acquistando preziosissime ed originali collezioni di armi, mobili, dipinti, arazzi, ceramiche, stoffe e addirittura strumenti musicali.

Vi va un piccolo excursus storico della storia del castello? Vi garantiamo che ne vale la pena!

Prima dell’acquisizione della proprietà da parte del Conte Cini nel 1932, il castello ha svolto le funzioni di dimora signorile, torre difensiva e perfino di villa veneta. Per questo motivo, sono 4 le aree principali che lo compongono: la Casa Romanica è la parte più antica e forma il primo nucleo abitativo insieme al Castelletto.

Venne aggiunta poi la Torre Ezzeliniana, voluta appunto da Ezzelino II da Romano come edificio a scopo difensivo, dove abbiamo potuto ammirare dei camini molto particolari, detti “a torre”.

La quarta sezione, denominata Cà Marcello dal nome della famiglia veneziana proprietaria del castello nel XV secolo, è il palazzo di collegamento fra le strutture già preesistenti.

Triste ed amaro ricordo l’azione distruttiva da parte del Regio Esercito Italiano che utilizzò il castello durante la Prima Guerra Mondiale e l’abbandonò, dopo averlo saccheggiato dei suoi tesori, nel 1919.

La visita guidata, al di là del fatto che sia obbligatoria, è consigliatissima. In mancanza di essa non si riuscirebbe ad apprezzare le peculiarità del Castello, i suoi trucchi, le sue trappole, le funzioni di alcuni attrezzi presenti all’interno, il significato di alcuni simboli. Non vi sveleremo troppi dettagli, sappiate solo che la cucina, le casseforti e l’Armeria sono un qualcosa di eccezionale, delle vere chicche. E vogliamo aggiungere che in una delle camere ha dormito anche Margaret, sorella della regina Elisabetta dalla vita – amorosa – piuttosto tormentata?

Cosa vedere a Monselice: Santuario Giubilare delle Sette Chiese

Una volta terminata la visita al Castello, percorrete Via del Santuario (in leggera salita). Questa gradevolissima passeggiata avrà come destinazione finale il Santuario delle Sette Chiese. Durante il percorso, volgete lo sguardo a sinistra per ammirare Villa Nani-Mocenigo, famosa per la sua scalinata e – lo dice il nome stesso – le statue allegoriche di nani lungo il muro di cinta.

Villa Nani Mocenigo scalinata
Scalinata

Proseguendo vi consigliamo di fermarvi all’antica Pieve di Santa Giustina, chiamata “Duomo vecchio”, dallo stile tardo romanico.

La Pieve precede la Porta dei Leoni comitali: una volta attraversata vi potrete godere il panorama dal belvedere della “rotonda”.

Porta dei Leoni Comitali Monselice
Porta dei Leoni Comitali
Porta Romana Monselice
Porta Romana

 

 

Eccoci arrivati alla Porta Romana, ingresso all’area del Santuario Giubilare delle Sette Chiese. Nel 1605, Papa Paolo V concesse il permesso di costruire ed intitolare le piccole cappelle come le sette basiliche maggiori di Roma, ottenendo, de facto, l’Indulgenza Plenaria. Per questo motivo, questa porta viene anche chiamata Porta Santa.

 

Le sei cappelle si susseguono lungo la via che porta a Villa Duodo (dal nome del nobile veneziano che le progettò) e all’Oratorio di San Giorgio.

Cappelle Santuario delle Sette Chiese monselice
Cappelle
Villa Duodo Monselice
Villa Duodo e Santuario

Sul lato sinistro una scalinata e un sentiero (chiuso il giorno della nostra visita) conducono alla cima del colle dove si trova il Mastio Federiciano.

Cosa vedere a Monselice: Villa Pisani

Dopo una sostanziosa pausa pranzo in una trattoria del centro (tutta quella storia e arte ci avevano fatto venire fame), decidiamo di tornare a Padova, non prima di esserci fermati in una meravigliosa villa erroneamente attribuita al Palladio, Villa Pisani.

Villa Pisani Monselice
Esterno Villa Pisani

Voluta dal nobile veneziano Francesco Pisani nel 1500 come casa di servizio (parliamone…), presenta decorazioni con sfondi rupestri e figure allegoriche di grande eleganza e delicatezza.

Si conclude qui la nostra gita a Monselice. Come sempre, al rientro manager si è dovuto arrendere all’evidenza: anche questa volta ho avuto ragione io, ho scelto la destinazione giusta 😜. Tuttavia, sono stati fatti dei grandi progressi: ora darmi ragione non gli costa più tanta fatica e lo fa con il suo bel sorriso (non di circostanza) stampato sul viso! 😉

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18 commenti

  1. Avevo sentito parlare sempre bene di Monselice ma non la immaginavo così bella, dovrò proprio seguire il tuo consiglio!
    Che poi i nostri compagni ormai dovrebbero aver imparato che se noi donne proponiamo qualcosa lo facciamo a ragione?! 😉

  2. Non si finisce mai s’imparare: non avevo mai sentito parlare di Monselice. Devo dire che le visite guidate non sono male perché permettono di cogliere particolari che altrimenti potrebbero sfuggire.

    1. Assolutamente sì! Dobbiamo ammettere che nel caso del Castello la visita è veramente necessaria!
      Quello che più amiamo delle visite guidate sono gli aneddoti, fatti che non si trovano facilmente sui libri o su internet!

  3. Affascinante Monselice, da tempo desidero visitarla. Vederla in anteprima con voi che, con grande spirito di bontà, mi avete portato ‘in braccio’ su quella lunga scalinata, è stato come fare un volo di ricognizione alla scoperta del borgo.
    Scelte di visita divine Erica, personalmente avrei puntato sulle stesse tappe, considerando quanto adoro castelli, ville ed architettura religiosa. Quindi grazie, per aver confermato che è tutto fattibile in una giornata.
    Sarò una voce fuori dal coro, ma posso dirti che adoro le visite guidate? Secondo me sono un valore aggiunto, ai tesori storici dell’Italia.
    Buona serata,
    Claudia B.

    1. Le visite guidate sono decisamente un valore aggiunto, anche se devo ammettere che ho iniziato ad apprezzarle veramente da pochi anni. Credo sia dovuto al fatto che fino ad una decina di anni fa il mio modo di viaggiare (escludo momentaneamente Fabio) era molto diverso, più superficiale, pertanto la visita guidata non la vedevo come un plus. Per fortuna si cresce….
      Tornando a Monselice, ne sono rimasta io stessa sorpresa: credevo potesse essere una tappa ideale per una gita di una giornata ma non credevo si sarebbe rivelata così, ha superato le mie aspettative!
      Un bacione
      Erica

  4. Bellissima Monselice!! Ci sono stata l’anno scorso ed è proprio un piccolo gioiello! Pensa che sto progettando anche io un post su di lei😀

  5. Ultimamente sono sempre alla ricerca di chiese, affreschi e cose antiche e il tuo post arriva al momento giusto! Ovviamente mai sentita nominare…penso neanche mai stata a Padova…ora ho un vuoto di memoria! Ad ogni modo ho appunto in caso di passaggio!!!

    1. Se sei alla ricerca di chiese ed affreschi direi che il nostro bel paese saprà come accontentarti! 🙃
      Ti consigliamo caldamente Padova e Monselice, poi considera che in primavera riaprono anche molte ville (alcune palladiane) nei dintorni a circa 1-2 ore da Padova. Ci scappa un bel giretto!

  6. Pensare che nonostante molte visite alla vicina Vicenza, Monselice non lo avevo mai considerato. Mi avete fatto scoprire invece un altro bellissimo angolo di Veneto che merita davvero una visita. Però magari a primavera quando fa meno freddo ! E sono anche d’accordo che se ben fatte le visite guidate in alcuni casi sono molto utili! Complimenti.

    1. Grazie! Ti dirò che siamo stati fortunati anche con il meteo. Non erano temperature tropicali, quello no, ma la giornata di sole ha reso la passeggiata davvero piacevole. In primavera sono sicura che ve la godrete di più non solo per le temperature ma anche per i colori della natura!
      Un abbraccio
      Erica

  7. Sono stata a Monselice un dicembre di qualche anno fa quando vivevo a Venezia e mio marito ha organizzato una gita fuori porta proprio là. Anch’io, molto dubbiosa fin dal principio, mi sono dovuta ricredere. 😉 L’ho trovata davvero carina e il clima invernale ha creato una sorta di atmosfera ovattata che mi ha fatto sentire lontana anni luce dalla frenesia di Venezia e i suoi turisti.

  8. Sono stata a Monselice qualche anno fa e la cosa che più mi ha colpito è stata l’atmosfera di altri tempi, forse complice anche un tempo un po uggioso che ha creato un’atmosfera particolare.

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