Una giornata alla scoperta del Museo Sulphur e del territorio di Perticara

Immaginate di imbattervi in un’interessante iniziativa prevista la prima domenica di novembre. Immaginate che l’iniziativa preveda la visita ad un museo storico minerario. Immaginate che questo museo si trovi a poco più di un’ora da casa. Immaginate di non avere impegni per quella data e di non aver mai sentito parlare di quel museo fino a quel momento, nonostante si trovi nella provincia dove risiedi.

In tutta coscienza, voi sareste rimasti a casa? Noi no.

Ecco che inizia, in una splendida mattinata autunnale, la nostra partecipazione a questo evento organizzato da Igers Rimini e il Museo Sulphur di Perticara, zona Alta Valmarecchia. Quello che ci attende è un programma basato non solo sulla visita al museo. Sì, perché quando si vuole promuovere un territorio non ci si può limitare al semplice edificio/museo/chiesa. Un territorio è fatto di tanti elementi, natura e specialità gastronomiche in primis!

Ma non vogliamo svelarvi tutto subito ?

Museo Sulphur esterno

Il Museo Sulphur è nato nel 1970, a seguito della chiusura definitiva, nel 1964, della miniera di zolfo. La miniera di zolfo più grande d’Europa fino a quell’anno, una miniera che in oltre 50 anni aveva permesso a migliaia di persone di lavorare e mantenere le proprie famiglie, creando ricchezza e una vera e propria comunità legata a questa attività.

Non aspettatevi, tuttavia, un museo nel senso “classico” del termine. Questo museo vi sorprenderà per la sua esposizione che non include solo cimeli risalenti all’epoca in cui la miniera era aperta ed attiva.

Pietre Museo Sulphur
Anche pietre fluorescenti al Museo Sulphur!

Pietra Museo Sulphur

Zolfo
Sua Maestà lo zolfo

Se avrete la fortuna – come nel nostro caso – di avere una guida che ha vissuto personalmente la vita dentro e fuori la miniera, ecco che la visita si arricchirà di curiosità, aneddoti divertenti e racconti sulla vita pericolosa e dura dei minatori. Sensazioni uniche che nessun libro riuscirà mai a descrivere a parole. Una memoria storia preziosa.

Guida Museo Sulphur
La nostra guida d’eccezione!

Scoprirete, giusto per darvi un esempio, che i minatori lavoravano sempre nudi, anche scalzi, perché “faceva troppo caldo là sotto” e si mettevano qualcosa addosso solo “quando venivano a fare delle fotografie”.

Vi verrà spiegato il processo di estrazione dello zolfo, sentirete addirittura curiosità sul tipo di lampade usate e grazie ad un tour all’interno di un cantiere sotterraneo ricostruito (in attesa che quelli originali possano essere messi in condizioni di sicurezza per i visitatori) rivivrete l’evoluzione dell’attività mineraria di quella zona.

Miniera Museo Sulphur
Miniera ricostruita – interno

All’esterno potrete ammirare il Pozzo Vittoria, antico collegamento con quella che era una vera e propria città sotterranea.

Pozzo Vittoria Museo Sulphur
Pozzo Vittoria

Il nostro non conoscere la zona, tuttavia, non si limitava solo al museo. Perticara è un’area che prima di domenica non avevamo mai esplorato. Ci siamo subito resi conto di quanto siamo stati stupidi e ci è servito da lezione!

Una volta terminata la visita, ci siamo diretti al Parco del Monte Aquilone, a pochissimi minuti di macchina dal museo. Un paradiso per gli amanti della natura e, perché no, della fotografia! Instagrammers, scatenate l’inferno! ?

Parco Monte Aquilone

Parco Monte Aquilone

La passeggiata non è stata molto lunga, causa anche il meteo che ha deciso di riversare un po’ di acqua sulle nostre testoline proprio mentre eravamo lì. Nonostante tutto vi possiamo garantire che si tratta di un luogo magnifico, quasi un bosco incantato dove i colori dell’autunno non fanno altro che accentuarne la bellezza.

Parco Monte Aquilone

Piccola curiosità: Tonino Guerra decise di creare qui lo “zoo verde”, opere raffiguranti animali in ferro. Riuscite a capire di quali animali si tratta? (Niente critiche sulle foto, di meglio non si poteva fare! ?)

Zoo Verde - rinoceronte

Zoo verde giraffa

Zoo verde elefante

Non sappiamo voi, ma dopo museo e passeggiata il nostro stomaco si era leggermente aperto! E gli organizzatori lo avevano previsto, portandoci a visitare una “fossa” locale per la produzione del formaggio di fossa – altro prodotto caratteristico di questo territorio.

Formaggio di fossa

Fossa

Dopo la visita alla grotta e alla fossa – fisicamente ci trovavamo sopra una fossa contenente 3.500 forme che, se interessati, verranno dissotterrate sabato 11 novembre – con annessa spiegazione relativa al processo di produzione di questo prodotto, abbiamo rifocillato stomaco con un po’ di piada, salumi e formaggi.

La giornata si è conclusa con un aperitivo a buffet a base di prodotti locali offerto dal Museo Sulphur in una delle sue sale: salumi, focacce, formaggi, piade farcite, da leccarsi i baffi! ?

 

Lo ammettiamo, al rientro un po’ di stanchezza la abbiamo sentita. Ma è la stanchezza che proviamo ogni volta che torniamo da un viaggio, quella stanchezza che è solo fisica (come dite? Non abbiamo più 20 anni?), ma che scompare nel momento stesso in cui si ripensa ai luoghi nuovi visitati, alle curiosità e ai vari aneddoti.

Quando ci si stanca per questo motivo, non sappiamo voi, ma per noi ben venga anche un po’ di mal di schiena!

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14 commenti

  1. Siete stati davvero velocissimi a raccontare della bella esperienza di domenica! Io sto ancora riordinando le idee e le foto! 🙂

  2. Che ansia lavorare in una miniera! Oltre al caldo, pensa alla paura di un crollo o di un’esplosione.
    Bellissime le foto con le foglie di tutti i colori, e per quanto riguarda gli animali mi sembra di vedere un elefante e un rinoceronte ma potrei sbagliare…

    1. E brava! Elefante e rinoceronte beccati! La terza è un po’ più complicata ?
      Abbiamo potuto solo vagamente immaginare in che condizioni potessero lavorare, forse uno dei lavori peggiori al mondo!

  3. Il meteo non sarà pure stato clemente ma quei colori autunnali sono qualcosa di spettacolare! Ammettiamo che le miniere su di noi esercitano quel “qualcosa” che ci spinge irrefrenabilmente ad entrare 🙂
    Bellissimo racconto che contribuisce a tener viva la memoria di come era la vita di un tempo

    1. La visita è stata molto emozionante, non credevamo onestamente potesse colpirci così!
      Visto che siete della zona anche voi non potete non andare, avrete pane per i vostri denti! ?

  4. Questo museo sembra davvero interessante!!! Chissà, prima o poi rifaccio un salto dalle vostre parti e ci vado! 🙂

  5. Finalmente sono riuscita a leggere il vostro reportage di viaggio! L’ho salvato una settimana fa, ed è da allora che scalpito. Mi piace vedere il modo in cui gli altri vedono (chiedo scusa per il gioco di parole), un’esperienza vissuta insieme.
    A me batte ancora il cuore, quando penso alla visita del museo, a quanto ci hanno raccontato, ai momenti passati nella miniera didattica. Penso che tutti dovrebbero vivere un momento simile, per ricordare e capire il passato.
    A presto ragazzi!
    Claudia B.

  6. Museo + aperitivo è l’accoppiata perfetta! Sono dell’idea che questi piccoli musei locali possano essere delle sorprese interessanti, io avevo visto qualche anno fa il Dinamitificio Nobel di Avigliana (TO) con una visita organizzata in modo simile al tuo racconto e mi era davvero piaciuto.

  7. Che bello scoprire luoghi nuovi e fare esperienze interessanti anche vicino a casa. L’Italia ha molto da offrire 😊

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