Cosa vedere a Pietramontecorvino e dintorni

Che i Monti Dauni siano la zona della Puglia che più ci piaccia direi che è un fatto assodato. Il polmone verde della Puglia, tra il Gargano e borghi deliziosi, ci aveva già regalato emozioni ed esperienze uniche ma dobbiamo dire che anche questa volta è riuscito a superarsi.

La protagonista principale di questa nuova avventura made in Daunia è il borgo di Pietramontecorvino, uno dei Borghi più belli d’Italia, Bandiera arancione del Touring Club Italiano e membro della rete dei Borghi Autentici. Immersa nei Monti Dauni Settentrionali, quando si arriva a Pietramontecorvino si percepisce immediatamente un senso di pace e tranquillità.

Il primo istinto è quello di abbandonare il cellulare e godersi un paese dove il passato ha le sembianze di palazzi rinascimentali e torri normanne, dove nei vicoli, se si ascolta con attenzione, è possibile ascoltare uno Sciàmbule. Che cos’è? Una canzone che veniva intonata dalle donne su un’altalena di legno posta alla porta d’ingresso di casa nel periodo di Carnevale. Si tratta di canzoni talvolta misteriose – tanto era incomprensibile talvolta il dialetto – in grado di veicolare messaggi d’amore, di sdegno o di dolore e tramandate oralmente di generazione in generazione. Anche se solo per amore, mi hanno ricordato tanto le ‘nzammarùchele di Biccari.

Cosa vedere a Pietramontecorvino

In origine chiamata solo Pietra, il borgo sorge su roccia calcarea che fu scavata dagli abitanti di Montecorvino per costruire case e grotte destinate alla transumanza. Grotte che si rivelarono preziose anche per nascondersi quando re Ruggero II decise di saccheggiare il paese e sulle quali furono in seguito create torri da vedetta, case e, nel Medioevo, la cinta muraria e le porte di accesso, conferendogli di fatto una funzione militare e difensiva.

Il quartiere medievale di Terravecchia è ancora quasi intatto e delineato dalle vecchie mura di difesa, quasi a proteggere quel dedalo di vicoli, le scoscese scalinate e le piazzette dai quali godersi panorami mozzafiato sulle colline circostanti. Oggi le grotte custodiscono cantine e le stradine tortuose celano scorci pittoreschi. È in questo quartiere che si trovano i luoghi da non perdere a Pietramontecorvino.

La Torre Normanna

Con una scala a chiocciola di ben 116 scalini in legno di quercia che collegava i sei piani di cui era composta, la Torre Normanna domina il borgo di Terravecchia e tutta Pietramontecorvino dall’alto dei suoi 30 metri. Salendo gli scalini in legno, è facile che la mente inizi a fare viaggi nel tempo, immaginando le decine di soldati salire di corsa fin sulla cima perché sta arrivando il nemico, o le feste a suon di musica e con cibo a volontà a deliziare la corte di re Carlo d’Angiò, trasformandola di fatto in una dimora nobiliare.

Una volta in alto, la vista si perde fino a raggiungere il Tavoliere delle Puglie e il vento, che durante la salita fa sentire la sua presenza attraverso echi e impercettibili vibrazioni, fa il suo ingresso trionfale in cima.

👉 L’accesso alla Torre Normanna è esclusivamente tramite visita guidata. Il tour dura circa un’ora e il biglietto costa €3,50 a persona (€2 ridotto).

Leggende legate alla Torre Normanna: di corvi e colombe

Oramai conoscete la mia passione per le leggende, le mie orecchie si drizzano ogni qual volta ne sento nominare la parola. In pratica, io sto alle leggende come il formaggio sta a Jerry. Non resisto.

Le due leggende legate alla Torre Normanna vedono come protagonisti corvi e colombe. Ciò che accomuna le due versioni è la presenza di una principessa la quale, come in tante leggende, non si vede riservare dalla vita tante gioie.

Nella prima versione, si narra di una principessa innamorata che vide partire per il fronte il suo amato il quale le promise che l’avrebbe sposata se fosse tornato vivo dalla battaglia o che si sarebbe ripresentato a lei, in caso di morte, sotto le sembianze di un corvo. Passarono mesi e anni fino a quando, una mattina, la principessa venne svegliata dal verso di un corvo sulla balaustra della finestra. Le fu subito chiaro che il suo amore era morto in guerra. Le leggenda racconta che il suo dolore fu così forte da spingerla a buttarsi dal balcone della sua camera per raggiungerlo e vivere insieme e che, durante la caduta, si sia trasformata in colomba.

Nella seconda versione, la principessa si innamorò di un popolano con cui vuole scappare nonostante il divieto del padre. Al fine di farla fuggire senza farsi vedere, il ragazzo decise di addomesticare delle colombe e creare una sorta di rete che l’avrebbero fatta scappare volando. Il piano, per quanto articolato, fu messo in atto e i due innamorati furono quasi sul punto di farcela se non fosse stato per il padre che, dalla finestra, si accorse che la figlia stava scappando. Impugnato il fucile, uccise non solo tutte le colombe ma anche la figlia.

Non so voi, ma a me la sorte di questa fanciulla ha ricordato tanto quella della Rosa di Turaida.

Palazzo Ducale e la Chiesa Madre dedicata a Santa Maria Assunta

Costruito utilizzando i materiali della seconda torre (gemella) del borgo, Palazzo Ducale risale al XVI secolo si sviluppa su tre piani. Il piano nobile, sala di rappresentanza dei Duchi Montalto, si trova al terzo piano, mentre attiguo alla residenza si trova il giardino pensile, oggi completamente pavimentato. A testimonianza della presenza dei Montalto, ultimi proprietari del palazzo, lo stemma con la Croce di Malta e il motto “Duriora decoxi”, “ne ho spezzate di più dure”, riferite alle cose della vita. Della serie, non ci provare perché ho già vissuto di peggio!

palazzo ducale pietramontecorvino
Palazzo ducale

Il palazzo è ancora oggi collegato alla chiesa madre mediante un corridoio sospeso. La Chiesa Madre di Santa Maria Assunta presenta ben tre stili: il romanico gotico, il rinascimentale e il barocco e ben due entrate. L’ingresso settecentesco, così come la scalinata e il loggiato si trovano sulla facciata est. L’ingresso principale, oggi, corrisponde all’antico presbiterio.

La Torre di Montecorvino o “Sedia del Diavolo”

Quando si legge “Sedia del Diavolo” non si può non pensare a una sedia della tortura o a un qualsivoglia strumento di sofferenza. Eppure, questa Sedia del Diavolo non è altro che il rudere di una torre che, data la sua forma, ricorda quella di un sedile. Il simbolo, insieme ai resti della cattedrale a tre absidi, di quella che doveva essere l’antica città di Montecorvino, sorta intorno all’anno Mille e distrutta nel XV secolo.

La Torre di Montecorvino si presenta come un vero e proprio trono che domina le colline della Daunia, a testimonianza di quanto questa terra, nel Medioevo, fosse un apprestamento militare da dove si controllava la transumanza antica e l’arrivo dei nemici. Con i suoi 33 metri, la torre normanno-sveva comunicava con i territori circostanti grazie all’accensione di fuochi e la sua posizione e struttura ne fecero per secoli un luogo strategico.

sedia del diavolo montecorvino
La Torre di Montecorvino

Il sito archeologico di Montecorvino non è solo un luogo dove ripercorrere la storia e i fasti del passato della città ma è anche il luogo i Petraioli, il 16 maggio, si recano in pellegrinaggio in occasione di Sant’Alberto, patrono del paese.

Prodotti tipici di Pietramontecorvino

Se non dovessero bastare gustare in abiti d’epoca le sfiziose prelibatezze preparate in occasione della storica manifestazione “Suoni, sapori e colori di Terravecchia”, sarà sufficiente fare tappa al caseificio “Il Corvino Bianco” per delle mozzarelle freschissime, al salumificio “Carpinelli” per provare la Noglia, al birrificio Montalto per gustare le sue ottime birre artigianali, alla trattoria “Peccati di gola” e alla pizzeria “Sasso d’oro” per un pasto a base di piatti tipici del Subappennino Dauno.

Dintorni di Pietramontecorvino: tra borghi e trekking

Pietramontecorvino è circondata da numerosi borghi che con lei condividono storia, cultura e natura, tutti a breve distanza.

Visitare Motta Montecorvino e il Monte Sambuco

A pochi chilometri da Pietramontecorvino, Motta Montecorvino è un borgo sorto dalle ceneri dell’abitato di Montecorvino. Passeggiando nei vicoli del centro storico, in parte ancora conservante il suo aspetto medievale, vale la pena soffermarsi ad ammirare il panorama alla Piazzetta del sole e visitare la Chiesa Madre San Giovanni Battista, dedicata al patrono del paese, celebrato con un pellegrinaggio a piedi fino alla vetta del Monte Sambuco il 6 maggio, iniziato nel 1901.

In tale data, infatti, si narra anche avvenne il miracolo della pioggia. Dopo un lungo periodo di siccità, i contadini intrapresero un cammino fino alla cima del Monte Sambuco per chiedere al Santo l’arrivo della pioggia. Sulla via del ritorno, la pioggia li inondò, permettendo loro di ottenere un buon raccolto.

Da non perdere anche la visita alla torre campanaria della chiesa, presidio tedesco durante la Seconda guerra mondiale, dalla cui sommità si può ammirare un panorama spettacolare e la plurisecolare quercia di San Luca, con i suoi 5m di circonferenza. Il suo nome è legato alla tradizione che vedeva, il 18 ottobre, gli abitanti radunarsi sotto questo albero per recarsi nella vicina Volturara Appula per la fiera dedicata al Santo. Oggi io mi godrei la sua ombra con un bel pezzo di pizza jaiame, dolce tipico del borgo, prima di andare a cena al ristorante Bella Vista.

Da Motta Montecorvino si raggiunge facilmente Monte Sambuco che, con i suoi 980m, è una delle vette più alte della Puglia. Seimila ettari di terreno dove passeggiare, andare in mountain bike o a cavallo e fare trekking adatti a tutti, circondati da faggete e querce secolari. Giusto per farvi un esempio, noi abbiamo percorso un tratto breve alternativo della via Francigena di appena 8km.

Cosa vedere a Lucera

Chiamata “la porta dei Monti Dauni”, Lucera è una perla di rara bellezza per chiunque ami l’architettura. Un tour a piedi nel centro storico, con tappa al ristorante Palazzo Dauria Secondo, non può non includere la visita a:

  • La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta (o Duomo), costruita nel 1300 da Carlo II d’Angiò all’indomani della caduta della colonia saracena, è un capolavoro del gotico-angioino eretto sulle rovine della moschea.
  • La Basilica Santuario di San Francesco Fasani, costruita dopo la sconfitta dei Saraceni e in parte con materiali di costruzione dell’anfiteatro romano, ha al suo interno il sepolcro del Santo da cui prende il nome.
  • La Fortezza svevo-angioina sorge sulla sommità del colle Albano, con una cinta muraria di quasi un chilometro e dalla forma pentagonale. Al suo interno, purtroppo, non è rimasto molto della costruzione voluta da Federico II e creata dove anticamente sorgeva l’acropoli romana. Si tratta di una cittadella militare lungo il cui perimetro vi sono diverse torri, la più suggestiva delle quali è sicuramente la Torre della Regina, alta ben 25m.
  • L’Anfiteatro romano (augusteo), con una capienza di 18.000 spettatori, è un piccolo Circo Massimo ed è senza alcun dubbio la testimonianza di epoca romana della regione più rilevante. Distrutto nel VII secolo, fu ricostruito dopo la Seconda guerra mondiale con materiale proveniente dalle lapidi.

👉 Biglietti e orari per Fortezza e Anfiteatro: aperti dal martedì alla domenica dalle 9 alle 13. Sabato e domenica aperti anche dalle 16 alle 19. Biglietto singolo €3, combinato €6 (Fortezza, Anfiteatro e Museo Civico Fiorelli).

Cosa vedere a Volturino

Volturino, come accaduto a Pietramontecorvino e Motta Montecorvino, è un borgo sorto ad opera degli abitanti fuggiti da Montecorvino, distrutto da Ruggero il Normanno. Definito “il paese del vento”, nel suo centro storico i vicoli, chiamati rue, sono sfalsati proprio per smorzare la forza di questo elemento.

Volturino rimane come sospeso, dall’alto dei suoi 735m: un balcone naturale ideale per catturare la bellezza della piana del Tavoliere e del Gargano. Nel centro storico, passeggiando tra i vicoli, si trovano la chiesa di Santa Maria Assunta, la chiesa di San Domenico (la prima del paese) e la chiesa di San Francesco d’Assisi.

A pochi minuti dal paese, nel borgo di Serritella, si trova, infine, il Santuario dedicato a Santa Maria di Serritella, patrona di Volturino. La chiesa è ciò che resta ed è sopravvissuto dell’antico casale dei Templari che qui costruirono un monastero fortificato con ospizio per i pellegrini. All’interno della chiesa, la statua della Madonna con il Bambino in legno di cedro è simbolo di devozione popolare e viene portata in processione la prima domenica di maggio e l’8 settembre, festa patronale.


In collaborazione con Daunia Press Tour, comuni di Pietramontecorvino, Motta Montecorvino, Lucera e Volturino.

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