Cosa vedere a Bertinoro, il borgo dell’ospitalità

bertinoro

Che cos’è l’ospitalità? Una domanda quanto mai attuale, non trovate? Un aggettivo, ospitale, che da decenni identifica noi e la nostra terra, la Romagna. Non avevamo mai riflettuto sull’origine di questo legame, siamo semplicemente cresciuti con l’idea che chi veniva in vacanza “da noi” è e deve essere trattato come un ospite, deve sentirsi a casa ed essere accolto con un sorriso. Ecco perché quando abbiamo scoperto questo borgo della valle del Bidente per la prima volta, siamo rimasti stupiti dalla sua storia e dal fatto che proprio Bertinoro fosse il borgo dell’ospitalità.

Bertinoro e le origini dell’ospitalità: la Colonna delle Anella

Ne avevamo già parlato nel post precedente, ma siamo buoni e vi rinfrescheremo la memoria. Sin dal 1200, ogni forestiero che arrivava a Bertinoro legava il proprio cavallo ad uno dei 12 anelli della Colonna delle Anella, situata in piazza della Libertà. In base all’anello scelto si individuava la famiglia nobile che avrebbe accolto il viandante. La colonna fu costruita per interrompere i litigi che si scatenavano tra le famiglie che facevano in un certo senso a gara per accaparrarsi il forestiero, spesso portatore di notizie (una sorta di gazzettino dell’epoca).

colonna dell'ospitalità bertinoro
Colonna dell’ospitalità pronta per rivivere il rito (dettaglio)

Tuttavia, vi è una versione più realistica della storia che vorrebbe Bertinoro paese dell’ospitalità. Dobbiamo tornare indietro nel tempo, più precisamente al “Placito Generale” del 995. Il 27 novembre del 995, nella torre maggiore del castello Cesubeo (antico nome di Bertinoro) si tenne un consesso giudiziario tra i potenti della Romagna per porre fine ai conflitti che stavano attanagliando il territorio. Si narra che fu grazie allo spirito di convivialità e dialogo che fu trovato l’accordo. Ora, non riusciamo a darvi dettagli precisi in merito a chi rivendicasse cosa, ma possiamo affermare con certezza che la questione verteva su prerogative feudali. Il giudice ebbe il suo bel da fare, ammettiamolo.

La prima versione è senza alcun dubbio la più affascinante, infatti il rito dell’ospitalità viene rievocato ogni anno, la prima domenica di settembre, in occasione della “Festa dell’ospitalità”. I (moderni) forestieri legano il proprio cavallo ad una delle anella, staccano la busta ad essa legata e partecipano, ovviamente in qualità di ospiti, al pranzo della famiglia bertinorese a cui corrisponde la busta. I forestieri di oggi non saranno portatori di notizie (a questo ci pensa Internet) ma siamo convinti che essere i protagonisti di questo evento sia un perfetto esempio di apertura.

festa dell'ospitalità 2020 Bertinoro
L’arrivo del forestiero – Festa dell’ospitalità 2020

Bertinoro, il balcone della Romagna

Una visita a Bertinoro non può ritenersi completa senza essersi fermati ad ammirare la Romagna dalla terrazza di piazza della Libertà. Non a caso, infatti, il borgo è soprannominato “il balcone della Romagna”.

balcone della Romagna
La vista dalla terrazza

👉 Consiglio da local: la vista è migliore se accompagnata con un bicchiere di Albana DOCG o di Sangiovese.

Cosa vedere a Bertinoro in piazza della Libertà

In Piazza della Libertà non troverete solo la Colonna dell’ospitalità e la terrazza panoramica: a pochi passi, infatti, meritano una visita la Cattedrale e Palazzo Ordelaffi, sede del comune.

Palazzo Ordelaffi, oggi sede municipale, deve la sua costruzione a Pino I Ordelaffi che, dopo aver cacciato i guelfi dalla città, si impossessò di Bertinoro nel 1306. Se ne avrete la possibilità, visitate la Sala del Popolo e la Sala della Fama.

La Cattedrale, dedicata a Santa Caterina d’Alessandria, risale al XVI secolo e presenta, all’interno, opere di Giuseppe Marchetti e Francesco Longhi. Una delle opere di maggior pregio è senza dubbio il crocifisso ligneo del XVI secolo: si narra, infatti, che un pellegrino, in segno di ringraziamento per l’ospitalità ricevuta, lo abbia donato alla città.

campanile cattedrale Bertinoro
Il campanile della Cattedrale

📌 Curiosità: la cattedrale non ha una vera e propria facciata e l’ingresso si trova lateralmente, sotto una loggia. Quando fu costruita, il palazzo comunale aveva qualche problema di consolidamento e il primo vescovo che venne ad abitare a Bertinoro, in seguito al Concilio di Trento, decise di costruirla pensando di demolire successivamente il palazzo comunale. Il consiglio comunale, in risposta, decise di restaurare il palazzo, abbassando la torre medievale e costruire, con il materiale di risulta, il campanile della cattedrale.

La Rocca e il Museo Interreligioso

Occorre tornare al 995, anno del “Placito generale”, per trovare testimonianza scritta della presenza della Rocca medievale. Un edificio che vide soggiornare, tra le sue mura, nientepopodimeno che Federico Barbarossa e Dante Alighieri. Divenuta sede vescovile dal 1584, oggi la Rocca ospita il Centro Residenziale Universitario dell’Università di Bologna e il Museo Interreligioso.

Inaugurato nel 2005 nelle segrete medievali della Rocca, questo museo è dedicato alle tre grandi religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam. Un viaggio vero e proprio nelle radici di queste tre religioni e simbolo dell’apertura al dialogo che da sempre caratterizza Bertinoro.

museo interreligioso Bertinoro
Sala dell’Ebraismo (Crediti: Museo Interreligioso)
  • Per i giorni e gli orari di apertura, consultate il sito ufficiale.
  • Biglietto di ingresso: €8,00, ridotto €5,00.
  • Prenotazione obbligatoria a partire da ottobre 2020.

Bertinoro e le strade artistiche

Il contributo di artisti e pittori locali ha portato, nel 2001 e nel 2003, alla creazione opere dedicate alle tradizioni di Bertinoro:

  • la Strada della vendemmia: sette tele per ricordare i momenti salienti della vita in vigna lungo un vicolo di circa 100m che da via della Trinità va a via Vendemini;
  • la Strada dei mestieri scomparsi – la strada “Custarèna”, all’inizio di via delle Mura, ospita sei dipinti realizzati per non disperdere la memoria e la storia degli antichi lavori della città. Tra questi ritroviamo il maniscalco, il calzolaio e il falegname.

Dove mangiare a Bertinoro

  • Amanti del vino, c’è solo un posto dove godervi dell’ottimo Albana o Sangiovese a Bertinoro: Ca’ de Be’, la prima enoteca regionale, oggi anche osteria. Godetevi il “balcone della Romagna” con un calice in mano e un piatto di pasta fatta in casa al ragù!
  • Il coniglio arrosto “Da Nonna Rina” mi ha fatto scendere una lacrimuccia, le lasagne non hanno fatto proferire parola a manager per almeno dieci minuti. Ho detto tutto.

Dintorni di Bertinoro

Bertinoro si trova a pochi chilometri da numerosi altri borghi romagnoli e da zone naturalistiche uniche da scoprire a suon di trekking. Ecco qualche idea:

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