Cosa vedere a Mondolfo, il borgo dalla doppia anima

insegna Mondolfo

Lo chiamano “il borgo che guarda al mare“. Perché? Perché Mondolfo, uno dei borghi più belli d’Italia, si trova a pochissimi chilometri dall’Adriatico e ha, in Marotta, la sua appendice verso il mare. È il borgo dell’oro del grano in estate e del blu del mare, perché dalla cima delle tre colline su cui è sorto – posizione che permise il controllo di costa ed entroterra in passato – lo sguardo non può non soffermarsi sui biondi campi e sulle tante sfumature di blu del mare.

Vista dalla cinta muraria di Mondolfo
Vista dalla cinta muraria

Cosa vedere nel borgo medievale di Mondolfo

Mondolfo è un borgo medievale, un castello dalla duplice cinta muraria dominato, tra i tanti, dai Malatesta, dallo Stato Pontificio e dai Della Rovere. Fu durante il XVI e XVII secolo che Mondolfo conobbe il periodo di maggiore prosperità, con conseguente costruzioni di importanti palazzi ed edifici religiosi. La visita al borgo non può prescindere dal Complesso Monumentale di Sant’Agostino di Mondolfo con il suo chiostro, la chiesa e il Museo Civico, al cui interno è possibile ammirare reperti che vanno dall’epoca preistorica al Risorgimento e l’antica macchina oraria che scandisce il tempo secondo le ore gallicane e viene ricaricata manualmente. Il ricordo del mio adorato nonno non è potuto inoltre non riaffiorare nella sala dedicata alla Memoria della Fisarmonica, uno strumento che amava suonare e di cui sono conservati diversi pezzi originali.

Passeggiando all’interno delle due cinte murarie, la prima costruita nel 1200, la seconda a fine ‘400, si arriva alla Collegiata di Santa Giustina – prima – e al Palazzo Comunale e alla Torre Civica poi, entrambi nel bel mezzo del Castello. L’originale pavimento ciottolato è il trait d’union che conduce fino all’antica armeria del castello, al belvedere e al bastione di Sant’Anna. Quest’ultimo, divenuto Monastero di Sant’Anna nel 1650 fino all’epoca napoleonica e gestito da suore di clausura che crearono il proprio orto e il giardino (detto Martiniano) ancora visibile oggi con una limonaia in muratura, è un luogo delizioso dove godere della vista sulla torre civica e sul borgo.

ingresso centro storico Mondolfo
palazzo comunale Mondolfo
Palazzo Comunale e Torre Civica di Mondolfo
bastione sant'Anna Mondolfo
Bastione Sant’Anna

4 esperienze da non perdere a Mondolfo-Marotta

Visitare il borgo di Mondolfo non significa solo fare un salto indietro nel passato con la sua storia e la sua architettura. Significa fare delle esperienze che coinvolgeranno i vostri sensi. Il tatto sarà il senso che vedrà protagoniste le vostre mani nel creare mosaici sui muretti del lungomare di Marotta insieme all’associazione Chiaro Scuro, utilizzando materiali di recupero, o provando a diventare il battitore o magari il terzino al rinascimentale gioco del pallone col bracciale nello sferisterio del paese. Io ci ho provato ad impugnare il “bracciale” e sono giunta alla conclusione che non avrei alcun problema a giocare se fossi Braccio di Ferro 😅.

gioco del pallone col bracciale mondolfo
Gli strumenti del mestiere 😂

Il gusto sarà solleticato a Marotta da un bel piatto di garagoi, piccoli deliziosi e sfiziosi molluschi pescati nella zona da Fano a Senigallia. La preparazione dei garagoi alla marottese non è proprio semplicissima poiché prima devono essere “sbroccati” con una tenaglia (in pratica viene tolta la parte anteriore), poi lessati e successivamente “sculati” (ossia privati della punta posteriore). La ricetta completa la trovate qui. Anche per mangiarli c’è una tecnica precisa che i marottesi non esiteranno a spiegarvi e mostrarvi (la mia performance non è stata delle migliori all’inizio ma poi ho preso confidenza con l’infimo mollusco e l’ho battuto 5-0) ma nonostante tutto è un piatto da mangiare quando si viene a Mondolfo.

garagoi alla marottese
I garagoi pronti per essere mangiati

L’olfatto e l’udito saranno i protagonisti all’interno dell’atelier di Filippo Sorcinelli, un artista a dir poco eclettico che vi accompagnerà in un viaggio sensoriale grazie alle cinque fragranze da lui create e legate alla sua infanzia (“Fico e Ferro” la mia preferita), da respirare a pieni polmoni per coglierne ogni “ingrediente”, ogni sfumatura, magari ascoltando un brano di musica classica. O ancora, avete mai annusato la nebbia? Sì, la nebbia, magari quella fitta, che sa quasi di ferro. Le fragranze di Filippo sono una vera esperienza sensoriale da fare ad occhi chiusi, magari da soli, in completo silenzio per lasciarvi coinvolgere da un’atmosfera quasi spirituale.

atelier filippo sorcinelli mondolfo
Dettagli dell’atelier

Ora, chi mi conosce bene avrà già indovinato quale delle 4 sia stata l’esperienza che più mi ha colpita ma sono curiosa di scoprire la vostra!


Se vi siete persi i passati photowalk organizzati da Marche Tourism e Fondazione Marche Cultura e avete voglia di visitare uno dei tanti borghi marchigiani, eccovi i link: Montecassiano, Loreto, Acqualagna e Cupra Marittima.

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4 commenti

  1. Proprio bello Mondolfo, ragazzi! 😉
    Gli scorci marchigiani regalano sempre grandi emozioni, così come la cucina che non delude mai!

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