Sant’Angelo di Roccalvecce, il paese delle fiabe nella Tuscia viterbese

Manager: “Eri, esattamente perché hai voluto inserire Sant’Angelo di Roccalvecce nel nostro itinerario? Cosa c’è da vedere?”

Così è iniziata la nostra conversazione una volta lasciato Celleno, il borgo fantasma. Solitamente, quando prepariamo un viaggio on the road condividiamo sempre idee, i luoghi che non vogliamo perderci, incrociamo le nostre ricerche. Questa volta, però, a causa di problemi al lavoro per manager, a preparare l’itinerario del nostro viaggio nella Tuscia viterbese sono stata solo io. Una cosa che non deve averlo fatto dormire tranquillo perché, della coppia, lui è quello che ogni tanto mi fa “tirare il freno” 😜. Chissà cosa deve aver pensato nei giorni antecedenti la partenza!

Fatto sta che la conversazione è stata subito conclusa con un “tranquillo, vedrai che ti piacerà”. E così è stato. Una volta arrivati in questo piccolo paese della Tuscia viterbese, siamo stati catapultati nel mondo delle favole. Si perché Sant’Angelo di Roccalvecce, da paesino anonimo, dal 2017 è diventato “il paese delle fiabe”. Non aspettatevi giostre e installazioni stile Disneyland, bensì un borgo che si è trasformato in un museo a cielo aperto, proprio come nel caso di Braccano e Cacciano, nelle Marche.

Un vero e proprio borgo dipinto che, a differenza degli altri, ha un unico filo conduttore ad unire le opere realizzate: le fiabe. I murales, realizzati da street artist donne, hanno felicemente occupato vie, vicoli, piazze che fino a quel momento erano piuttosto anonimi, trasformandoli in luoghi magici, ricchi di creatività e fantasia.

I murales di Sant’Angelo di Roccalvecce

Ad oggi (giugno 2022), a Sant’Angelo di Roccalvecce sono state realizzate oltre 50 opere tra murales e installazioni. La mappa con la posizione di ogni murale è disponibile all’ufficio della Pro Loco ma vi consigliamo di lasciarvi trasportare dalla fantasia, di farvi guidare dal profumo di tè del Cappellaio Matto, dallo scampanellio di Trilly ma senza farvi prendere dalla fretta del Bianconiglio!

In pratica, potete organizzare una “caccia ai murales”, girovagando tra le vie del paese non solo con il naso all’insù! Aguzzate gli occhi perché troverete opere dove meno vi aspettereste di trovarle. Le favole prendono vita, si colorano, si animano, si ha la sensazione di passeggiare all’interno di un libro di fiabe.

Sant’Angelo di Roccalvecce si è trasformato (e continua a farlo ogni anno) in un palcoscenico dove far rivivere i personaggi delle nostre fiabe preferite e della nostra infanzia. È impossibile non lasciarsi trasportare dall’incanto e dalla bellezza di queste favole così ben rappresentate e che sembrano volerti guidare alla scoperta del paese.

Si spazia da “Alice nel paese delle meraviglie” a “Charlie e la fabbrica di cioccolato”, dalla mia amata “Mary Poppins” a “Il libro della giungla”, passando per “Peter Pan”, “Il piccolo principe”, “Hansel e Gretel” fino a “Pinocchio”, “Il gatto con gli stivali” e “La bella e la Bestia”. E non dimenticatevi di strofinare il naso di Brontolo! Pare porti tanta fortuna!

▶︎ Curiosità: pare che la fiaba de “La Bella e la Bestia” sia ispirata alla vita di Petrus Gonsalvus, nobile spagnolo della corte di Enrico II di Francia affetto da ipertricosi e marito della bellissima damigella della regina Caterina. Trasferitosi a Capodimonte, sul lago di Bolsena, qui vi morì nel 1618.

Informazioni utili

Sant’Angelo di Roccalvecce dista solo un’ora e mezza da Roma. Frazione del comune di Roccalvecce, è una tappa imperdibile insieme a Celleno, Civita di Bagnoregio e Lubriano.

Dove parcheggiare: il primo parcheggio gratuito che si incontra è a circa 800m dal centro storico. Se ci sono posti liberi, potete provare anche a proseguire e lasciare l’auto nel parcheggio centrale dirimpetto i primi murales.

Dove mangiare: un ottimo panino con la porchetta, all’ombra del murale de “Il mago di Oz” e “Gli gnomi dei Grimm”, lo potete gustare da “Lo gnomo goloso”. Delizioso! A questo aggiungete anche le squisite ciliegie che si coltivano in queste zone, tra Sant’Angelo e Celleno.

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