Cosa vedere a Narni e dintorni in un giorno

Il borgo medievale di Narni, in provincia di Terni, è uno di quei luoghi che non ti aspetti. Apparentemente si presenta come uno dei tradizionali e tipici borghi italiani, con la sua conformazione che ricorda e testimonia il suo passato romano, ma quando inizi ad esplorarlo eccolo che ti sorprende.

Iniziamo dal nome. Anche in questo caso, i Romani ci hanno messo lo zampino. Furono loro, in seguito alla conquista della città, a rinominarla Narnia, da Nahar, il fiume Nera. Un nome che in tanti ricordano grazie ai romanzi fantasy di C.S. Lewis, “Le cronache di Narnia”.

▶︎ A proposito di Lewis, vi sono due teorie contrastanti sull’origine del titolo dei suoi libri. Dando per assodato che lo scrittore non sia mai stato a Narni, alcuni sostengono che si sia ispirato ai racconti di un suo assistente che, al contrario, visitò la città rimanendone particolarmente affascinato. Altri, invece, affermano che, consultando la mappa dell’Italia in un atlante del 1904 con iscrizioni in latino, rimase colpito dal suono della parola Narnia.

Visitando Narni non incontrerete né il Principe Caspian né Susan Pevensie ma, in compenso, sarete circondati e accompagnati da tante altre bellezze e storie misteriose ed affascinanti.

Un itinerario nel borgo storico di Narni non può prescindere da alcune tappe fondamentali:

  • Piazza Garibaldi e la Cattedrale di San Giovenale;
  • Palazzo dei Priori e il Palazzo Comunale;
  • Palazzo Eroli, sede del Museo della Città e del Territorio;
  • Narni Sotterranea;
  • Rocca Albornoz;
  • Ponte di Augusto;
  • Centro geografico d’Italia.

La Cattedrale di San Giovenale

Le origini di questa cattedrale risalgono alla morte del primo vescovo di Narni, Giovenale, nel maggio 376. Sepolto a ridosso delle mura cittadine, all’esterno come si usava in epoca romana, è sul sito di sepoltura che fu costruito il primo nucleo dell’attuale chiesa. Iniziata nel 1047, il termine dei lavori – e conseguente consacrazione – avvenne nel 1145.

Con il suo portico rinascimentale, le sue tre navate di origine romanica, la volta quattrocentesca e i due archi trionfali, uno romanico e uno gotico, oggi la cattedrale presenta anche una quarta navata, costruita per ospitare le reliquie di San Giovenale.

Una delle opere di maggior pregio è senza dubbio l’antica Cappella del SS. Sacramento, con il suo arco trionfale con 12 bassorilievi, il suo tabernacolo di pietra scolpita e le due piccole absidi laterali con affreschi del ‘600.

Impossibile, inoltre, non rimanere stupefatti di fronte al Sacello, legato alla memoria di San Giovenale. Al suo interno si nota la piccola grotta con il sarcofago di calcare. Uscendo dal sacello, il mosaico con il Cristo benedicente domina dall’alto. Infine, la Cappella della Beata Lucia, ospitante le sue reliquie e splendidi dipinti del ‘500 raffiguranti momenti della sua vita.

Uscendo dalla chiesa, su piazza Garibaldi, ci si trova nel cardo dell’epoca romana, con al centro una fontana formata da otto specchi realizzati con mattoncini e alcuni contenitori esterni a forma di conchiglia dove si attingeva l’acqua.

Palazzo dei Priori e Palazzo Comunale

Passeggiando lungo via Garibaldi, si incontra subito sulla sinistra via del Campanile. Così chiamata perché conduce alla torre campanaria della cattedrale, è uno dei viali più fotografati del paese. Proseguendo si arriva in Piazza dei Priori. Qui si affacciano Palazzo dei Priori, in passato sede della magistratura della città, con la sua superba loggia, l’adiacente torre civica e la loggetta del banditore, dalla quale venivano letti gli avvisi pubblici e il Palazzo Comunale, simbolo dell’epoca comunale, con il suo portale decorato a bassorilievi e un atrio dove sono conservati reperti archeologici e una tomba romana.

▶︎ A pochi metri da Palazzo dei Priori si trova la chiesa di S. Maria Impensole, così chiamata perché costruita sul pendio nel 1175. Riconoscibile all’esterno dalle sue quattro colonne in travertino e le tre porte di ingresso ornate da figure di animali-simboli, ha un aspetto austero che sprona alla meditazione. La chiesa possiede anche dei sotterranei, visitabili solo in occasione della Corsa dell’Anello, storica festa della città.

Palazzo Eroli

Alle spalle del Palazzo Comunale si trova Palazzo Eroli, sede del Museo della Città e del Territorio. Suddiviso in due sezioni, una archeologica e una artistica, ospita una ricca collezione che permettono la ricostruzione della storia di Narni. Nella sezione archeologica si possono ammirare reperti che vanno dalla Preistoria al 1700 (la mummia e il sarcofago ligneo donati dalla famiglia Martinori spiccano per importanza), oltre a ripercorrere la vita del famoso capitano di ventura Erasmo da Narni, meglio noto come “il Gattamelata”. Nella pinacoteca, invece, sono esposte opere che coprono un arco temporale che va dal 1300 al 1700. Quelle di maggior pregio sono “L’Annunciazione” di Gozzoli e “L’Incoronazione della Vergine” del Ghirlandaio.

  • Giorni e orari di apertura: aperto tutti i giorni dalle 10 alle 19 (in inverno chiusi il lunedì e chiusura alle 18)
  • Biglietti: il biglietto intero costa €6 ma è possibile acquistare il biglietto combinato con Rocca Albornoz a €9
  • Sito ufficiale: Archeoares

Narni sotterranea

Ormai conoscete la nostra passione per le città sotterranee, le grotte e gli ipogei, quindi capirete la nostra felicità nello scoprire che anche Narni ci avrebbe regalato un altro viaggio nel mondo sotterraneo. Questo sito, scoperto nel 1979, è aperto al pubblico dal 1994 ed è un vero scrigno di misteri. Da domus romana a luogo di raccolta delle acque, da luogo di culto fino alle segrete dell’Inquisizione, la visita a Narni sotterranea è un vero viaggio indietro nel tempo, un’esperienza coinvolgente ed emozionante che vi consigliamo di fare. A nostro parere, è la prima cosa che non dovete perdervi in una visita a Narni. Ci è piaciuta talmente tanto che le dedicheremo presto un post.

  • Giorni e orari delle visite: ad esclusione del periodo da giugno a settembre, le visite si svolgono il fine settimana e nei giorni festivi. In estate è possibile anche usufruire di visite nei giorni feriali. Sito ufficiale.
  • Biglietto: il biglietto intero costa €7 (€4 dai 6 ai 12 anni).
  • Durata della visita: circa 1h30
  • Contatti: la prenotazione è obbligatoria e potete farla contattando il 339/1041645 o lo 0744/722292.
  • Avvertenze: non è possibile fare né foto né video (e, non vogliatecene, in questo caso siamo assolutamente d’accordo).
narni sotterranea chiesa
Foto su gentile concessione di Narni Sotterranea (Crediti: Moira Sperandei e Letizia Longarini)

Rocca Albornoz

Raggiungibile sia a piedi (lungo via del Monte) che in auto, Rocca Albornoz domina la città di Narni dal XIV secolo, quando il cardinale omonimo la fece costruire. Fortezza militare di controllo della città, fu il simbolo del ripristino del potere papale e della fine dell’autonomia comunale della città.

Circondata da un fossato e da una doppia cinta di mura, ha una forma quadrangolare e torri che raggiungono, nel caso del mastio, l’altezza di 5 piani. Le torri, inoltre, sono caratterizzate dalla presenza della “scarpa”, ossia l’inclinazione della parte bassa della parete esterna per rendere difficile, se non impossibile, l’assedio da parte dei nemici.

Assedi che subì comunque: quello del 1527 per mano dei lanzichenecchi di ritorno dal sacco di Roma, passò alla storia.

▶︎ Come nel caso di Palazzo Eroli, anche il biglietto della Rocca costa €6 (€9 il cumulativo). Per gli orari di apertura fate riferimento al sito ufficiale.

Ponte di Augusto

Dopo essere usciti dal borgo storico di Narni ed aver visitato Rocca Albornoz, raggiungete il ponte di Augusto, o meglio, i suoi resti (link Google Maps). Costruito intorno al 27 a.C., del ponte di Augusto oggi resta la prima arcata, oltre ad altri elementi situati nell’alveo del fiume. Originariamente composto da quattro archi, si stima fosse lungo ben 130 metri. Voluto dall’imperatore in occasione di alcuni lavori di potenziamento della via Flaminia, subì danni a causa di un terremoto e un’alluvione.

Centro geografico d’Italia

Uno dei vanti di Narni è sicuramente quello di essere considerato l’ombelico dell’Italia. L’Istituto Geografico Militare ha infatti individuato, in seguito a numerosi rilevamenti e studi, nel Ponte Cardona il centro geografico d’Italia. Parte dell’antico acquedotto Formina di età romana, questo ponte è ad un solo arco e di epoca augustea.

Parcheggiate nell’area designata e proseguite lungo un sentiero nel bosco che vi condurrà al ponte e ad una piccola scultura in pietra a forma circolare a simboleggiare il centro geografico d’Italia. Toccandola, come suggerito dal cartello, vi porterà “fortuna e salute”. Un percorso magico che ci ha in parte ricordato alcune sensazioni provate leggendo “Viaggio al centro della Terra”.

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