Glorenza: cosa vedere e fare nella città più piccola dell’Alto Adige

Considerata la più piccola città dell’Alto Adige, Glorenza è uno dei borghi più belli d’Italia ed è uno scrigno da scoprire e da inserire in un itinerario di viaggio in Alta Val Venosta. La sua atmosfera medievale lo rende un borgo dove il tempo sembra non voler scorrere mai.

Glorenza è quasi tutta raccolta all’interno della sua cinquecentesca cinta muraria, ancor oggi perfettamente conservata e voluta dall’imperatore Massimiliano I, alta ben 10 metri ed interrotta solo dalla presenza di tre possenti porte che rappresentano l’ingresso per il paese.

Breve storia di Glorenza

I primi documenti testimonianti l’esistenza di Glorenza risalgono al 1163. Glurns, come viene chiamata in tedesco, fu da sempre uno snodo a livello commerciale grazie alla sua vicinanza a Svizzera e Austria, tanto da divenire sede di mercato nel 1290 e del tribunale civile. Nel Tardo Medioevo, Glorenza visse il massimo della fioritura economica: il commercio divenne senza alcun dubbio l’attività principale di questa cittadina. Tra riscossione dei dazi, obbligo imposto ai mercanti di passaggio di vendere le proprie merci sul posto, monopolio sul commercio di sale che arrivava da Hall e, giusto per non farsi mancare nulla, esenzione dal pagamento delle tasse per dieci anni per chi si trasferiva lì, Glorenza diventò piuttosto ricca. Mettiamola così, sapevano come guadagnare 😜.

Il florido periodo subì una battuta di arresto alla fine del XV secolo quando, a causa della guerra fra le truppe elvetiche e gli Asburgo, la città venne saccheggiata e distrutta. Ricostruita su ordine dell’imperatore Massimiliano I d’Asburgo, ciò che vediamo oggi, dalle mura alle porte della città, sono il risultato di quella ricostruzione.

Cosa vedere a Glorenza: itinerario a piedi dentro e fuori le mura

Un detto di Glorenza recita così: “La nostra città è talmente piccola che dobbiamo andare a messa fuori dalle mura”. In effetti è vero perché la chiesa principale della cittadina si trova fuori le mura. Si tratta della chiesa di San Pancrazio, un gioiellino in stile romanico dedicato al protettore degli agricoltori, con il suo campanile a cipolla e un quattrocentesco Giudizio Universale sulla parete nord dello stesso.

👉 Al di fuori della cinta muraria, come risultato di un regolare processo, si narra vennero esiliati tanti topi.

All’interno delle mura, Glorenza si presenta come un incrocio di viuzze lungo le quali dimore nobiliari perfettamente conservate, spesso decorate con affreschi, con i tipici erker e i balconi con le variopinte fioriere tipiche dell’Alto Adige, si alternano alle abitazioni color pastello. La sua struttura medievale è ben visibile e i suoi portici, con i loro spessi muri, la rendono ancor più pittoresca.

Via dei Portici, in particolare, è una tappa imperdibile, sia per la sua storia che per la sua bellezza. Sotto le sue volte, infatti, a partire dalla fine del XIII secolo, si teneva il mercato di San Bartolomeo, dove per dieci giorni commercianti e artigiani esponevano le proprie merci quali sale, vino, bestiame e cereali. Un vero e proprio crocevia commerciale. All’inizio della via si trova anche la seicentesca Frauenkirche (Chiesa dell’Ospedale).

A pochi metri da via dei Portici, si trova l’antico mulino della città. Il suo canale, creato deviando il corso dell’Adige, veniva in passato utilizzato dagli artigiani durante la lavorazione dei propri prodotti. Dall’esterno, è possibile ammirarne solo l’antica ruota. Per poterlo visitare all’interno, controllate sempre gli aggiornamenti dell’ufficio informazioni della città, onde evitare giorni di chiusura o manutenzioni straordinarie.

Non vi è modo migliore per concludere la visita di Glorenza con una passeggiata lungo tutta la sua cinta muraria, con tappa alla Torre di Sluderno, all’interno della quale è allestita una mostra sulla storia della città, e alla Torre della chiesa, con una mostra permanente dedicata al disegnatore, nonché caricaturista, Paul Flora, nativo di Glorenza.

👉 L’ufficio IAT si trova proprio all’interno della Torre della chiesa.

Dove mangiare a Glorenza

Ci sono tre posti che ci sentiamo vivamente di consigliarvi per una pausa caffè o una cena a Glorenza:

  • Ristorante Flurin: siamo stati in questo delizioso locale a due passi da via dei Portici sia per una pausa pomeridiana che per la cena per il compleanno di Manager e ce ne siamo innamorati. È il tipico locale che piace a noi: elegante al punto giusto, cucina ricercata ma a base di prodotti locali, un servizio impeccabile. Si trova all’interno della Torre Flurin ed è anche un hotel.
  • Panificio – pasticceria Riedl: locale storico della città dove fare colazione, prendersi un caffè con una bella fetta di torta il pomeriggio, magari rientrando dopo un’escursione, o semplicemente acquistare pane o un delizioso strudel fatto ancora con la pasta sfoglia!
  • Panificio Schuster: questo piccolo panificio di fronte ai portici non ha posti a sedere ma sforna dell’ottimo pane e prepara, oltre allo strudel alle albicocche, il pane alla pera Pala, tipica di Glorenza.

👉 Se pensate di non fermarvi in un rifugio per pranzo, durante un’escursione, e volete partire con un po’ di “sostanza” nello zaino, la Macelleria Mair, vicino al ristorante Flurin, prepara panini con ogni tipo di salume 😜.

Dove parcheggiare a Glorenza

La maggior parte dei parcheggi sono a pagamento ma, qualora soggiorniate in città, potrete usufruirne gratuitamente mostrando un pass fornito dalla struttura. I principali parcheggi si trovano:

Cosa fare e vedere nei dintorni di Glorenza in 3 giorni

Il Trentino Alto Adige, si sa, è la patria indiscussa dell’escursionismo. Se si ama fare passeggiate o si è escursionisti più o meno esperti, è impossibile non trovare un sentiero adatto alle proprie esigenze. Glorenza è un ottimo punto di partenza (e di arrivo) di numerosi sentieri: per cui non vi sarà difficile dedicare una o più giornate al trekking.

Molti sentieri partono dalla chiesa di San Pancrazio, altri seguono parte della pista ciclabile Claudia Augusta, altri ancora partono o incrociano zone appena fuori le porte della città.

A meno di mezz’ora in auto, meritano senz’altro una tappa il lago di Resia, con il suo campanile sommerso, Castel Coira a Sluderno e l’Abbazia di Monte Maria a Malles. Quest’ultima, in particolare, è un capolavoro benedettino da non perdere. La chiesa, restaurata nel 2015, è un perfetto mix di romanico e barocco. La sua biblioteca invita a trascorrere ore tra i suoi antichi volumi.

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