Una giornata al MUSA – Museo del Sale di Cervia

Museo del sale di Cervia

Al termine della visita guidata al MUSA – Museo del Sale di Cervia, la prima sensazione che ho avuto è stata quella del déjà-vu. Se come me avete avuto la fortuna di crescere con i nonni, sono sicura che avrete trascorso piacevolissime ore ad ascoltare i loro racconti di vita, di guerra, dei tanti sacrifici, delle dure condizioni di lavoro. Storie che, se non fosse stato per gli argomenti decisamente poco allegri, potevano essere paragonate a delle fiabe. Storie narrate con una tale dovizia di particolari che l’immedesimazione era l’unica strada percorribile dalla propria fantasia.

Museo del sale di Cervia
Museo del Sale – esterno

Vi faccio questa premessa perché la visita guidata al Museo del Sale di Cervia mi ha riportato indietro nel tempo. Augusto, salinaro per oltre 25 anni, per due ore è stato un po’ come mio nonno: con il suo racconto mi ha catapultata nella Cervia del passato, un viaggio temporale di oltre cinque secoli. Chi meglio di un salinaro che ha vissuto (e vive tutt’oggi) sulla propria pelle cosa significa lavorare in salina poteva raccontarci la storia della produzione di questo prodotto, così prezioso in passato?

Ed ecco che il Museo del Sale, dalle dimensioni più contenute rispetto a tanti altri musei più blasonati, si rivela un bacino infinito di informazioni, uno spaccato della società e dell’economia della regione, a lungo basatasi sulla produzione del sale e sulla pesca (pensate che salinari e pescatori non si sposavano fra di loro!).

Visitare il Museo del Sale di Cervia: la produzione del sale

Questo prodotto, utilizzato in passato per conservare gli alimenti ed oggi estratto in modo meccanizzato con un’unica raccolta annuale, a partire dalla fine del XVII secolo creò un vero e proprio settore economico.

Solo la salina Camillone è scampata alla meccanizzazione avvenuta nel 1959, continuando a produrre sale (più friabile e solubile) utilizzando il metodo artigianale e, di conseguenza, anche gli attrezzi che si possono ammirare all’interno del museo.

Museo del sale di Cervia
Bilance usate per la misurazione del sale

Ma torniamo a noi. Pensate che da ben 100 litri di acqua si estraggono circa 3kg di sale. Come? Evaporazione. I diversi minerali contenuti nell’acqua precipitano all’aumentare della sua temperatura. Quando vengono raggiunti i 25-26 gradi, il cloruro di sodio (il nostro sale da cucina) si deposita. Augusto ci sottolinea come in salina la temperatura non supera mai i 28 gradi perché i sali di magnesio e i sali di potassio – sali amari – precipiterebbero e non permetterebbero la produzione del sale di Cervia, un sale dolce, presidio Slow Food dal 2004.

Museo del sale di Cervia
Sale della Salina Camillone

Il sale, in passato, veniva trasportato con delle barche in sacchi da 45kg ciascuno, caricati e scaricati a spalla dai bastasi, i quali si ritrovavano a sollevare ogni giorno centinaia e centinaia di quintali. Solo nel 1882 venne costruita la ferrovia a Cervia e un ramo di essa venne fatta arrivare ai magazzini del sale. Nel 1910, infine, arrivò anche la corrente elettrica che veniva generata proprio in salina per illuminare il centro storico e i magazzini. Nello stesso anno venne costruito anche il primo nastro trasportatore.

Museo del sale di Cervia
Barca utilizzata per il trasporto del sale

Piccola curiosità: in salina, l’acqua evapora anche di notte, producendo molto calore. A tal proposito, Augusto sfodera un’altra chicca: “se sentiamo dire che Cervia è protetta dai temporali è perché questa grande evaporazione crea una colonna di alta pressione che fa si che i temporali, se provenienti da monte e in assenza di forti venti, si dissolvano una volta a Cervia o si spostino verso Cesenatico o Savio”. Sapevate che le assicurazioni contro la grandine nelle vicinanze della salina di Cervia sono molto meno care? 🤔

Visitare il Museo del Sale di Cervia: i salinari

Essere un salinaro, soprattutto in passato, significava svolgere un lavoro duro, faticoso, logorante. Il capofamiglia, gestore della salina, “coinvolgeva” tutti i membri della famiglia e non aveva di certo i mezzi di oggi per misurare la densità dell’acqua e non far superare la temperatura. Infatti, se oggi viene utilizzato l’areometro di Baumé (detto anche provetto), prima ci si affidava alle proprie dita o alla patata (che, se messa a bagno, galleggia sopra i 14 gradi).

Museo del sale di Cervia
Augusto e l’areometro 🙃

Altra curiosità svelataci dal nostro Augusto. Intorno al 1250, Cervia vide diminuire in modo drastico il numero di salinari a causa del fatto che venivano pagati con 1/3 o la metà del sale (a seconda dei contratti). Per sopperire a questo crollo, si decise – intelligentemente – di concedere la libertà provvisoria a dei galeotti affinché lavorassero nelle saline. A partire dal 1300, inoltre, i salinari con procedimenti penali in corso si videro sospendere tali processi durante il periodo di raccolta del sale.

Augusto pero’ non si accontenta di vedere nei nostri occhi l’espressione tipica dei bimbi estasiati di fronte ad una bella favola e tira fuori dal cilindro “la galeotta”.

Che cos’è? Una barca? Il soprannome di qualche “signorina per bene” dell’epoca?

No, la galeotta era il nome del pulmino che, fino al 2001 – anno di chiusura della salina da parte del monopolio, portava gli operai a lavorare. Il nesso con il periodo in cui i carcerati venivano fatti lavorare è chiaro, l’unica differenza era che nel 1200 erano buoi o cavalli a trainare i carri che trasportavano i salinari 😉.

Non vi nascondo che al termine della visita, una volta usciti dal museo, sono rimasta alcuni minuti seduta nel tentativo di metabolizzare tutte le emozioni che avevo provato e le (tante) informazioni ricevute. Manager non riusciva a capire come potessi essermi emozionata così tanto visto che non avevo salinari in famiglia 😅. Lo ha capito appieno solo leggendo questo post.

Il Museo del Sale di Cervia è vera memoria storica, una memoria che deve essere conservata e tutelata e che vi consigliamo di visitare se, come noi, volete saperne di più e volete farvi un bel viaggio nel passato.

E voi avete mai visitato musei così particolari? Vi aspettiamo nei commenti 🙃

In collaborazione con Museo del Sale di Cervia

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26 commenti

  1. Un anno e mezzo fa sono stata a Ravenna per un paio di giorni e sono riuscita a fare un salto di qualche ora anche a Cervia. Purtroppo non sono riuscita a visitare il Museo del Sale che mi aveva consigliato vivamente una amica.

    Fra un paio di settimane andrò nelle Marche, vediamo se riesco a farci un salto!

    1. Ci stiamo avvicinando sempre di più ai musei “di nicchia” e questo ne è un perfetto esempio! Ti auguriamo di poterlo visitare, possibilmente con una guida che possa trasportarti indietro nel tempo! Facci sapere! 🙂

  2. Davvero molto interessante. Musei così “mirati” raccontano la storia degli uomini e ci aiutano a capire il corso degli eventi. Mi piacerebbe molto visitarlo.

  3. Sembra un museo molto interessante anche per mia figlia Andrea Chandra. Grazie. Ottima idea per quando non sapremo che fare una domenica. Da casa nostra ci vuole un’oretta e siamo lì 🙂

  4. Le tradizioni e i ricordi che ci hanno tramandato i nostri nonni sono un patrimonio inestimabile. Non conoscevo questo itinerario. Davvero molto molto bello!

  5. Ho letto l’articolo tutto d’un fiato. Ho sicuramente appreso tantissime nozioni che ignoravo e che ho scoperto piacevolmente. Ma soprattutto, mi è sembrato veramente di essere lì con voi, di ascoltare il suono della voce del Signor Augusto e sentirlo come un nonno anche a distanza! La dimostrazione di come quello che a primo impatto può sembrare “solo” un musei di nicchia, sia invece una vera chicca!

    1. Ti dico solo che ho acceso il registratore perché non ero in grado di scrivere o riprendere nulla. La voce di Augusto e i suoi racconti mi hanno stregata, a testimonianza che non c’è ausilio alla visita migliore di una guida! Se poi la guida ha vissuto sulla propria pelle quelle esperienze, meglio ancora! 😍

  6. Molto interessante. Non conoscevo questo museo e tutto il discorso sale, saline, salinatori, etc anche se qualcosa immaginavo o avevo studiato a scuola. Sarebbe carino vedere questo museo e ascoltare le esperienze dirette di un salinatore.grazie per avercelo raccontato.

    1. Il museo è gestito anche da ex salinari quindi se vi organizzate per tempo potreste avere la fortuna di visitarlo in loro compagnia! Vi garantisco che è un’esperienza splendida anche per i bimbi!

  7. Il museo del sale è una miniera di curiosità! Mi ha lasciato a bocca aperta leggere che salinari e pescatori non si sposavano tra loro così come il metodo di misurazione con le patate. Ora sono rimasta con la domanda in testa di come veniva speso lo stipendio in sale…

    1. Il sale veniva usato come mezzo di pagamento, i salinari lo utilizzavamo per acquistare gli altri beni di prima necessità. Una sorta di baratto se vuoi 😉

  8. Molto interessante. Sai che non sapevo che esistessero i salinari? viaggiando si impara sempre qualcosa e si diventa sempre più ricchi di conoscenze.

  9. Che bella esperienza!! Visitare questi musei storici e poter contare sui racconti di chi ha dedicato la propria vita ad un mestiere, è quanto di più affascinante possa esistere! Ci crediamo che sei tornata a casa piena di emozioni! ❤️ Grazie per la condivisione, speriamo di riuscire presto a visitare questo gioiello romagnolo! 😉

  10. Non ho mai visto una salina e tanto meno un museo in merito. Non sapevo che l’evaporazione dell’acqua avvenisse anche di notte! Molto interessante e adatto anche ai bambini!

    1. Assolutamente adatto anche ai bimbi! Ti dirò di più, quando abbiamo visitato la salina nella mattinata, c’erano anche ben 2 scolaresche!

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