Cosa vedere a Montefiore dell’Aso, il borgo dei pittori

Uno dei borghi medievali più belli della Valle dell’Aso è senza dubbio Montefiore dell’Aso. Arroccato nell’entroterra, questo paese è circondato da verdi colline e fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia. A soli 10km dalla costa, lungo tutta la sua cinta muraria si può godere un panorama che spazia dai Monti Sibillini fino all’Abruzzo.

Il suo centro storico è molto ben conservato, conserva la maggior parte della cinta muraria e ben sei torrioni del XV e XVI secolo. Fare una passeggiata lungo i vicoli e le viuzze del borgo è un vero piacere, a tratti rilassante perché qui la vita scorre tranquilla e si rivivono le scene tipiche dei piccoli paesi, con gli anziani fuori dal bar che chiacchierano (o meglio discutono) di politica e di calcio.

Montefiore dell’Aso è un borgo che ti coccola, ti vizia con i suoi scorci e le sue perle storico-artistiche. Se pensate che sia una di quelle tappe mordi e fuggi vi sbagliate di grosso: le cose da vedere sono tante, tutte molto affascinanti e ben conservate. Sarà per questo che ben tre pittori ne sono rimasti affascinati? Adolfo de Carolis, nativo di Montefiore dell’Aso, Carlo Crivelli e Domenico Cantatore.

Belvedere Adolfo de Carolis

Dal Belvedere Adolfo de Carolis, attraverso Porta Aspromonte, si accede direttamente al centro storico, raggiungendo il cuore del paese. Si tratta di una terrazza da cui si gode una vista mozzafiato sui Monti della Laga, il Gran Sasso, i Monti Sibillini e il Monte Vettore. Lo riconoscerete per il panorama, certo, ma anche per la scultura in mosaico, opera di Lina Damiani, “Tavolo con frutta”.

▶︎ Dal belvedere, camminate in direzione Parco de Vecchis lungo via San Francesco per circa 250m. Sulla vostra destra inizia un breve e piacevole sentiero che si affaccia sulle colline (vista garantita) a ridosso delle mura.

Chiesa di San Francesco

Si tratta di uno dei primi luoghi francescani della provincia di Ascoli Piceno. D’altronde, pare certo che il Santo sia passato da Ascoli intorno al 1215, dando poi il là a numerosi conventi. La sua costruzione durò circa mezzo secolo. Sebbene il suo portale si presenti in stile romanico-gotico, all’interno è tutta un’altra storia. Si inizia con la grandiosità del monumento funebre in marmo voluto dal Cardinale Partino per onorare i propri genitori, per continuare con gli affreschi che adornano l’emiciclo superiore dell’abside e il sarcofago dove riposa Adolfo de Carolis, nativo di Montefiore dell’Aso, al di sopra del quale Pettinelli realizzò un bellissimo affresco.

Per questa chiesa Crivelli eseguì anche il Polittico di Montefiore dell’Aso, parti del quale sono ospitati nel polo museale omonimo adiacente la chiesa.

Polo museale di San Francesco

Adiacente la chiesa omonima si trova il polo museale di Montefiore dell’Aso. Questo complesso conventuale risale al XIII secolo fu in passato adibito anche a scuola, abitazioni private e ricovero per gli sfollati durante la guerra. Oggi offre ai visitatori un percorso suddiviso in cinque sale: il Museo della civiltà contadina, il Museo Adolfo de Carolis (con il suo splendido soffitto a capriate), la collezione Domenico Cantatore, la Sala Carlo Crivelli (una parte del polittico è qui custodita) e il centro di documentazione scenografica G. Basili.

  • Biglietto di ingresso: €3,50 (€10 se acquistate il biglietto cumulativo per tutta la rete dei Musei Piceni).
  • Orari e giorni di apertura: chiuso il lunedì, gli orari cambiano nei diversi periodi dell’anno. Fate riferimento al sito ufficiale dei Musei Piceni per quelli aggiornati o contattate il 328.1775908 per un riscontro diretto.

Collegiata di Santa Lucia e Piazza della Repubblica

Gironzolando tra i vicoli si raggiunge subito Piazza della Repubblica, con il suo loggiato in mattoni, la Torre dell’orologio, l’ex convento delle Domenicane e la Collegiata di Santa Lucia. Questa antichissima chiesa dedicata alla patrona di Montefiore dell’Aso risale al periodo tra il III e il V secolo, per poi essere restaurata in stile neoclassico.

Ciò che colpisce maggiormente della chiesa è il suo soffitto a cassettoni, riccamente decorato con stucchi, rosoni e ornamenti a rilievo, le pitture di Luigi Fontana e il coro in legno di noce del 1600. Inoltre, le pareti non passano inosservate, tanto sono ricche di affreschi e marmorizzate con ori.

▶︎ A pochi metri dalla piazza si trova un museo molto particolare, il Museo dell’orologio. Aperto al pubblico dal 2014, questo museo che per un attimo ci ha ricordato il suo omonimo a Bratislava, di fatto era il laboratorio di restauro dell’orologio di Ennio Melloncelli. Potrete osservare diversi sistemi per la misurazione del tempo, clessidre, un orologio elettromeccanico, reperti fotografici e lo splendido orologio solare di epoca romana, probabilmente appartenente ad una delle ville romane presenti in passato. Il museo è aperto solo il sabato e la domenica, dalle 16 alle 19. Consultate il sito ufficiale e iniziate a sbirciare!

Piazzetta del mercato di via Ghibellina

Questa piccola piazzetta lungo via Ghibellina, grazie al lavoro dell’artista montefiorana Valentina Vallorani, in passato luogo di mercato, oggi presenta un volto nuovo con i murales rappresentanti personaggi in festa nel clima del Carnevale. Il progetto “Martedì Grasso alla fine avrà la meglio” mostra figure umane, animali, libri e situazioni a dir poco grottesche legate ai giochi dei bambini e al duro lavoro nelle campagne.

murales montefiore dell'aso
Murale (dettagli)

Grotte Sepolcrali

Comunemente chiamate “li Grotti”, le Grotte Sepolcrali di Montefiore dell’Aso si trovano su una collina di arenaria vicino al torrente Menocchia. Raggruppate a gruppi di tre, avevano lo scopo di conservare le urne cinerarie. Al loro interno, infatti, sono stati ritrovati frammento di vetro iridescente da balsamario e cocci di vasi di epoca romana con pezzi di carbone. In passato furono abitate anche da alcune famiglie povere, evidentemente ignare del luogo in cui si trovavano.

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