Trekking alla Pietra di Bismantova

Capita che nell’organizzare un fine settimana nelle Terre di Canossa ci scappi anche un trekking in un luogo molto particolare nel cuore del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Con la sua forma di nave e i suoi 1041 metri di altezza, la Pietra di Bismantova è inconfondibile ed una meta perfetta per un’escursione adatta a tutti di mezza giornata.

La formazione di questo massiccio roccioso di arenaria risale a ben 15 milioni di anni fa e, considerato il suo profilo, viene comunemente definita la “montagna senza punta”. Sulla sua sommità, infatti, troverete un piano erboso di ben 12 ettari. Dite la verità, state già facendo un pensierino ad un bel picnic di primavera, vero? Come darvi torto, il luogo ben si presta a dei momenti di relax e silenzio.

Il suo nome ha origini etrusche, forse celtiche, comunque collegate al suo ruolo di montagna sacra nell’antichità. Qui i Bizantini vi costruirono una struttura militare mentre con Dante, nel IV canto del Purgatorio, troviamo la prima menzione scritta di Bismantova.

Trekking alla Pietra di Bismantova

Quando ci siamo trovati di fronte alla maestosità della Pietra di Bismantova abbiamo avuto un flashback. La sua grandiosità e conformazione ci ha fatto subito tornare indietro nel tempo al nostro viaggio in Sri Lanka, in particolare a quando abbiamo scalato la montagna sacra di Sigiriya.

Il sentiero che vi proponiamo è il sentiero natura con una piccola deviazione panoramica. In pratica abbiamo unito il percorso che permette di raggiungere la sommità a quello che circonda la Pietra. In questo modo non si gode solo di un panorama mozzafiato dall’alto del massiccio ma si attraversa anche la rigogliosa e variegata vegetazione che caratterizza questa zona. Di seguito i dati principali:

  • Lunghezza: 5,8km (esclusa la deviazione circa 5,5km). Si tratta di un giro ad anello
  • Dislivello: 250m
  • Difficoltà: E (chiunque che abbia un minimo di allenamento può farlo)
  • Segnaletica CAI: sentiero 697
  • Traccia gpx (la traccia contiene la deviazione che abbiamo percorso).
  • Durata: circa 3 ore, soste incluse.

Fino alla sommità della Pietra di Bismantova

Il sentiero inizia dalla scalinata in pietra che sale da Piazzale Dante, parcheggio principale del sito.

▶︎ Il parcheggio di Piazzale Dante non è l’unico disponibile. Lungo via Bismantova, quella che conduce al piazzale, ci sono diverse piazzole di sosta gratuita.

La prima parte del tracciato è quella che conduce alla sommità della Pietra di Bismantova. Per raggiungerla, salite la scalinata in pietra e proseguite fino all’Eremo di Bismantova, una chiesetta incastonata nella roccia. Non dimenticatevi di ammirare le vette più importanti dell’Appennino Tosco-Emiliano: dal Monte Cimone al Monte Ventasso, un pannello vi indicherà esattamente dove si trovano.

▶︎ Prima dell’Eremo troverete, sulla sinistra, un rifugio. Se non avete fatto scorta di acqua o di snack, questa è l’ultima possibilità che avete di poterne acquistare. Lungo il percorso, infatti, non vi sono punti ristoro.

Da lì seguite la segnaletica CAI sulla sinistra che vi condurrà, con una leggera ma costante salita su un sentiero ben marcato, ad un tratto più impegnativo, caratterizzato da una salita su un terreno roccioso. Terminata la salita, al primo bivio mantenete la destra e proseguite con l’ultimo tratto di salita fino al secondo bivio. Anche in questo caso tenete la destra e in un batter d’occhi avrete raggiunto la sommità della rupe. Quanto ci vuole per raggiungere la sommità? Circa 30 minuti.

La sommità è il primo luogo dove abbiamo fatto una pausa più lunga. D’altronde il panorama lo esige! Lo spettacolo è un qualcosa di indescrivibile, la vista a 180° regala bellezza pura, intervallata solo dalle pareti scoscese della Pietra.

▶︎ Una volta in cima non ci sono protezioni di alcun tipo, quindi i bambini, oltre a chi soffre di vertigini, faranno bene a tenersi a distanza dal limite delle pareti. Sporgersi e guardare di sotto è solo per chi non rischia capogiri a causa dell’altezza e gli appassionati di arrampicata che qui hanno di che divertirsi!

Anche il piano erboso, punteggiato di tanto in tanto da arbusti, è un tripudio di colori, soprattutto in primavera. Il profumo delle ginestre, in particolare, è una costante lungo tutto il percorso.

Dopo esserci riposati e aver fatto il pieno di bellezza, prima di continuare l’anello, abbiamo deciso di fare una piccola deviazione. Non contenti di goderci il panorama girando intorno alla Pietra da sotto, abbiamo deciso di immortalare anche altri lati dall’alto del massiccio. Si tratta di un tratto che aggiungerà poco meno di 300 metri al vostro itinerario.

Proseguite seguendo il sentiero battuto che costeggia le pareti verticali della rupe per circa 100 metri fino a quando non incontrerete un passaggio alla vostra destra che vi farà scendere di un paio di metri per poi continuare prima per un tratto pianeggiante, poi in discesa, fino alla scaletta che segna la fine della strada ferrata. I panorami che vi troverete davanti meritano la deviazione.

Dalla sommità al parcheggio

Tornate indietro fino al bivio che vi conduceva alla sommità, fate la prima discesa e raggiungete l’incrocio che precede la salita sulla roccia viva. Qui prendete il sentiero sulla destra, ben segnalato, che attraversa boschi e prati fioriti. L’indicazione da seguire è il sentiero 697 per Campo Pianelli.

La strada si presenta pianeggiante con dei tratti in discesa. Dopo circa 20-25 minuti raggiungerete Cà dal Lovastrel, riconoscibile dal piccolo edificio in muratura a secco sulla destra. Seguite le indicazioni per Campo Pianelli e in circa 10-15 minuti raggiungerete questa area archeologica. Non aspettatevi i Fori Imperiali: si tratta di una necropoli creata sopra un antico insediamento risalente addirittura all’Età del Rame di cui francamente non è visibile granché. Diciamo che la vostra immaginazione sarà sollecitata e supportata da diversi pannelli esplicativi.

Dall’area archeologica al parcheggio vi separano solo 30 minuti di camminata. Il sentiero è in parte pianeggiante, in parte in in leggera salita, alternando tratti sterrati a tratti con rocce, il tutto fiancheggiando il lato orientale della Pietra. Boschi, enormi massi rocciosi avvolti dalla vegetazione, radure e coltivi: il tratto finale del sentiero è molto suggestivo, con la Pietra di Bismantova alla vostra destra che sembra vi stia fissando, quasi a voler controllare che non vi stiate allontanando troppo dal suo raggio di azione.

versante est pietra di bismantova
Versante est – ultimo tratto

Un’ultima salita vi condurrà alla Foresteria di San Benedetto, a due passi dal parcheggio. Fermatevi qui per uno spuntino e riprendere fiato. Anche in questo caso il panorama non mancherà di stupirvi.

Informazioni utili

  • Nonostante alcuni tratti siano all’ombra, evitate le ore più calde della giornata, soprattutto nei mesi estivi;
  • non dimenticatevi abbondanti scorte di acqua, snack, cappellino, crema solare, scarpe e bastoncini da trekking.

Leggende legate alla Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova non ha solo attirato Dante Alighieri, pare ispirandolo per la sagoma del Monte del Purgatorio, ma è stata anche il soggetto di canzoni, come nel caso de “I prati di Bismantova” dei Modena City Ramblers. Artisti a parte, sono le leggende che circondano questa rupe a renderla ancor più affascinante.

Tuttavia, se da una parte le leggende non fanno altro che incrementare la curiosità legata alla Pietra, dall’altra la sua bellezza è offuscata da diversi episodi di suicidio di persone che, come è stato talvolta ipotizzato, erano sotto effetto di allucinazioni nel corso di riti non ben specificati e/o durante fasi lunari specifiche.

Parlando di riti, la leggenda narra che sulla Pietra il diavolo in persona vi avesse dimora, lasciando addirittura le sue impronte impresse sulla roccia. Nel XVII secolo, infatti, due padri gesuiti appresero da due streghe e da uno spretato che, sulla sommità della rupe, si celebravano riti di magia nera in cui si invocava il demonio. Demonio che era solito apparire ai suoi adoratori durante il Sabba.

Intenzionati a scacciarlo, i due gesuiti assoldarono un valoroso cavaliere affinché disperdesse i sabba ma pare che, la sera successiva alla salita dell'”inviato” sulla sommità, mentre cenavano nel refettorio dei Cappuccini di Reggio, i due abbiano visto il soffitto squarciarsi e il cadavere del povero cavaliere cadere ferito sulla loro tavola. Uno dei due padri, tale Spiridione, decise dunque di battersi in prima linea con il demonio, cercando fino alla sua morte di sconfiggerlo, fallendo, a suon di esorcismi.

Ora, non è dato sapere se il demonio risieda ancora o meno sulla Pietra di Bismantova, d’altronde ognuno è libero di credere a ciò che vuole. Resta il fatto che questa doppia faccia della rupe, così gigante e allo stesso tempo solitaria, la rende sicuramente ancor più misteriosa.

Un altro fenomeno legato alla Pietra riguarda delle sfere di luce avvistate più volte sopra la rupe. In particolare, il 24 settembre 2012 è stata avvistata e documentata, grazie agli infrarossi, una sorgente luminosa di grandi dimensioni sulla sommità la quale pare abbia reagito alle sollecitazioni di un raggio laser.

Insomma, la Pietra di Bismantova è un vero e proprio mistero, un mix di sacralità e magia che ti ammalia con i suoi panorami, ti ipnotizza con i suoi contrasti di colore e ti seduce con i suoi profumi.

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