Santarcangelo di Romagna, uno dei borghi più belli dell’Emilia Romagna

La provincia di Rimini è costellata di piccoli borghi che in passato e ancor oggi sono protagonisti indiscussi di questa zona della Romagna. Dalla Valconca alla Valmarecchia, in questi luoghi si sono combattute battaglie e contesi territori per secoli e oggi, almeno per noi, restano il vero scrigno della Romagna (riminese). È qui che ci sentiamo davvero a casa, dove possiamo rallentare, dove ancora è possibile sentire il profumo di sugo al ragù delle tagliatelle la domenica provenire dalle finestre aperte accompagnate da qualche battuta in dialetto.

Uno dei borghi più famosi e, diciamocelo, esteticamente molto bello e suggestivo, è Santarcangelo di Romagna. A differenza di tanti altri borghi dell’entroterra di Rimini, Santarcangelo non è un borgo piccolo (conta oltre 20.000 abitanti) ma è riuscito a preservare nel tempo la sua atmosfera e il suo essere un paese a misura d’uomo.

▶︎ Curiosità: Santarcangelo di Romagna sorge sul Colle Giove e si dice che qui abbia dato origine al nome del famoso vitigno, il Sangiovese. Non avendo prove certe in merito, si può solo rimanere affascinati da questa “leggenda metropolitana”. Una cosa però è certa: il borgo ha origini romane e questo fatto è confermato dai numerosi ritrovamenti avvenuti nel corso dei secoli.

Santarcangelo è un continuo saliscendi, tipico di tanti borghi italiani, e il suo borgo medievale è un vero scrigno di tesori. Le sue mura, il suo castello, i suoi palazzi, le sue case, le sue botteghe e le sue tradizioni sono prova evidente di come si possa mostrare il proprio passato ma allo stesso tempo evolversi senza rimanere perennemente ancorati al tempo che fu.

Visitare Santarcangelo di Romagna è un vero piacere: è quella meta sempre presente quando si tratta di organizzare una colazione o un pranzo in un posticino carino, quando hai voglia di riempirti gli occhi di bellezza, quando cerchi la tradizione rivisitata in chiave moderna e l’ospitalità romagnola, quando hai voglia di Romagna e perché no, anche di un po’ di street art.

Le cose principali da fare e vedere a Santarcangelo sono tutte raggiungibili a piedi e visitabili in uno o due giorni, cosa che la rende una destinazione ideale per una gita fuori porta in Emilia Romagna.

Cosa vedere a Santarcangelo di Romagna: itinerario a piedi

Un borgo che ha dato i natali a personaggi come Papa Clemente XIV e Tonino Guerra non può non regalare al visitatore angoli e luoghi magici, ricchi di leggende e storie. Qui il tempo non si è fermato, qui si respira ancora lo spirito goliardico dei romagnoli, si sperimenta davvero cosa significa vivere bene.

Cosa rende Santarcangelo di Romagna quello che è oggi? Ecco alcune tappe principali:

  • l’Arco Ganganelli e la Fontana della Pigna;
  • lo Sferisterio
  • l’antica Stamperia Marchi e la Pescheria
  • la Chiesa Collegiata
  • la Rocca Malatestiana e il borgo medievale
  • i musei di Santarcangelo
  • la Santarcangelo sotterranea

Ecco la mappa interattiva con le tappe di cui vi stiamo per parlare.

L’Arco Ganganelli e la Fontana della Pigna

L’Arco Ganganelli, con la piazza omonima, è di fatto l’entrata principale del paese, il punto di riferimento per i santarcangiolesi. Dedicato a Lorenzo Ganganelli, divenuto poi Papa Clemente XIV, l’arco oggi rappresenta un segnale di allarme per le coppie di innamorati. In occasione della Fiera di San Martino, ogni anno l’11 novembre viene organizzata la “Fira di Becc” (fiera dei cornuti). Sotto l’arco viene appeso un trofeo di corna bovine e la tradizione popolare vuole che, se passando sotto l’arco le corna si muovono, sia il caso di mettere in dubbio la fedeltà del/della partner.

La Fontana della Pigna, al centro della piazza, fu restaurata nel 2014 da Tonino Guerra, il quale volle inserire al centro della vasca la pigna, simbolo di accoglienza e prosperità.

Realizzata nel 1989 e restaurata su disegno del Poeta Tonino Guerra nel 2014.La fontana restaurata nel 2014 su un progetto di Tonino Guerra, poeta e sceneggiatore dei più grandi capolavori di Fellini, è una delle quattro fontane, presenti in Città, ideate dal Maestro.

▶︎ La fontana sorge di fronte al palazzo nel quale, il 21 marzo 2012, Tonino Guerra è morto (o, come si ama ricordare, “è passato da una camera all’altra”).

arco gangarini fontana pigna santarcangelo
Arco Gangarini e fontana della pigna

Lo Sferisterio

Risalente alla fine del 1700, lo Sferisterio si trova sotto le antiche mura malatestiane ed era il luogo dove si svolgeva l’antico gioco del pallone al bracciale, diffuso anche in borghi come Mondolfo.

L’Antica Stamperia Marchi e la Pescheria

Una storia bottega artigiana dove ancor oggi si realizzano le famose stampe romagnole a ruggine su stoffa. La Stamperia Marchi è una vera istituzione di Santarcangelo e conserva al suo interno l’antico mangano seicentesco, unico al mondo ancora utilizzato per la follatura dei tessuti. Osservare gli stampi in legno incisi a mano è come fare un salto indietro nel tempo, la ricetta del color ruggine utilizzato per la stampa è custodita gelosamente e tramandata di generazione in generazione.

Se volete approfondire, della Stamperia Marchi ne avevamo già parlato in un post precedente.

A fianco della Stamperia Marchi, l’antica Pescheria Comunale è ancora una delle poche ancora attive nella provincia di Rimini. Costruita nel XIX secolo, la si riconosce per le sue porte di accesso ad arco e i banchi di pietra.

Dall’altro lato della stamperia, le Beccherie, oggi sede dell’ufficio IAT. Costruito nel 1842, sorge su quello che un tempo era il macello pubblico.

antica stamperia marchi
Antica Stamperia Marchi

La Chiesa Collegiata

Ci vollero 12 anni per completare la costruzione della Chiesa Collegiata dedicata a San Michele Arcangelo, patrono del paese. All’interno si trovano diverse opere di pregio, quale l’organo settecentesco perfettamente funzionante, un dipinto di Guido Cagnacci e il Crocifisso, di scuola giottesca riminese, risalente al ‘300.

La Rocca Malatestiana e il borgo medievale

Edificata su antichi resti, la rocca odierna sfoggia un maschio di fine Trecento e tre torrioni voluti da Sigismondo Pandolfo Malatesta nel 1447. Sebbene sotto il dominio dei Malatesta dalla prima metà del 1200, come tanti altri territori e rocche del periodo, anche questa fu oggetto di contesa tra i Signori di Rimini, i Montefeltro, i Borgia e lo Stato Pontificio.

Attualmente di proprietà della famiglia Colonna di Paliano, la rocca non è normalmente aperta al pubblico (noi l’abbiamo visitata in occasione delle giornate FAI – ne abbiamo parlato qui). Fate riferimento all’ufficio IAT per verificare eventuali aperture e visite guidate.

▶︎ Curiosità: una leggenda narra che proprio in questo luogo furono uccisi Paolo e Francesca da Rimini, la cui storia fu narrata da Dante e tanto cara a Gradara 😜 . Pare anche che la Rocca fosse collegata alla Pieve di San Michele Arcangelo tramite un cunicolo in passato accessibile dalla cripta della chiesa, consentendo agli abitanti della rocca di fuggire in caso di assedio.

I musei di Santarcangelo

A Santarcangelo di Romagna i musei raccontano storie che vanno dall’antichità ai giorni nostri.

  • Nel Mondo di Tonino Guerra, che accoglie le opere del maestro, personaggio a dir poco poliedrico noto per le sue poesie e fontane. Ospitato all’interno dell’ex Monte di Pietà, espone quadri, sculture, tele stampate e una sezione multimediale dove poter rivedere i film da lui sceneggiati (tra cui i più famosi di Fellini). Il museo è aperto solo il sabato e la domenica, dalle 10 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19.
  • MUSAS – Museo Storico Archeologico, una viaggio dall’archeologia all’Ottocento, con una sala interamente dedicata a Papa Clemente XIV. Per orari e giorni di apertura consultate il sito ufficiale.
  • MET – Museo etnografico degli usi e costumi della gente di Romagna, ricco di testimonianze e racconti delle tradizioni popolari. Un ottimo modo per immedesimarsi nella quotidianità di un tempo (in parte) passato. Per orari e giorni di apertura consultate il sito ufficiale.
  • Museo del Bottone, un museo unico nel suo genere, piccolo ma ricco di bottoni che ripercorrono oltre 400 anni di storia. Pensate che, solo per citarne alcuni recenti, vi troverete i bottoni degli astronauti Cristoforetti e Parmitano indossati nel 2016 e quelli della talare di Papa Francesco nel 2017. Tutti corredati da documenti e certificati ufficiali! Bottoni gioiello, della Belle Époque, chi più ne ha più ne metta. Fondato nel 2008 da Giorgio Gallavotti dopo aver chiuso la sua storica merceria nel 2001, è un interessante viaggio nel tempo con i bottoni come filo conduttore.

Oltre ai “classici” musei, a Santarcangelo è possibile visitare un luogo a dir poco originale. Il parco artistico Mutonia è un luogo straordinario, nato dalla volontà di una comunità di artisti inglesi, i Mutoid, negli anni ’90. A circa 2km dal centro storico, è visitabile dalle 9.30 al tramonto. Prendete una bici e raggiungete questo ambiente creativo dove le opere prendono vita dal riutilizzo di materiali inorganici.

Santarcangelo sotterranea

E se vi dicessimo che nel sottosuolo del centro storico di Santarcangelo ci sono oltre 160 grotte tufacee artificiali? Ci credereste? In pratica Santarcangelo sorge su una vera e propria città sotterranea, fatta di cavità, pozzi, cunicoli e gallerie sviluppatasi su otto livelli che, nel corso dei secoli, fu sfruttata per molteplici fini.

Da rifugio durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, a ghiacciaie, granai, luoghi di culto e per la conservazione del vino e degli alimenti, la parte orientale del Colle Giove è ancor oggi avvolta in parte nel mistero.

Con una temperatura costante intorno ai 12-13° e un tasso di umidità nell’ordine dell’80-90%, sono erroneamente chiamate grotte tufacee: si tratta, infatti, di cavità artificiali non naturali, veri e propri ipogei. Non è presente tufo, piuttosto arenaria compattata dall’argilla dei fiumi.

Pensate che se venissero uniti tutti i cunicoli, si formerebbe un percorso lungo ben 6km. Ogni abitazione aveva una propria grotta. Questo ad eccezione delle grotte monumentali, cinque in tutto, grandi e dalla struttura articolata.

La grotta monumentale pubblica è l’unica sempre visitabile grazie alle visite guidate dell’ufficio IAT (sito ufficiale con giorni, orari e prezzi). La visita inizia dalla grotta Amati e termina con l’uscita dalla grotta Contradina, due delle cinque grotte monumentali.

Visitare questi ipogei è un vero viaggio indietro nel tempo lungo un labirinto e accompagnati da racconti suggestivi e leggende talvolta singolari. Il mistero vi seguirà lungo tutto il percorso e la vostra immaginazione verrà decisamente stuzzicata ed appagata. Sensazioni ed emozioni che avevamo già provato visitando le grotte di Camerano e Osimo ma che, in questo caso, vengono arricchite dall’aria “di casa”.

Dove mangiare a Santarcangelo

Sembrerà banale dirlo ma a Santarcangelo è estremamente difficile trovare un locale dove non si mangi bene. Ecco i nostri preferiti:

  • Il Cucinino, per una colazione, un brunch o un pranzo super!
  • Ferramenta Ristorante (presente anche in piazza Cavour a Rimini)
  • La Sangiovesa, storico locale dove gustare la vera tradizione culinaria romagnola.
  • Trattoria del Passatore
  • Osteria del Campanone (provate la piada)
  • Il Lavatoio Bistrot (ristorante di pesce con piatti vegetariani e vegani)

Che dite, venite a farlo un giro a Santarcangelo?

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