Vilnius: tra fede e ragione

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Era da alcune settimane che si erano perse le tracce della nostra coppia di viaggiatori. Li avevamo lasciati in una Sigulda innevata, tra funivie, castelli e grotte leggendarie. Qua e là erano stati affissi agli alberi i loro volti abbozzati nella speranza che qualcuno li riconoscesse. Fortunatamente eccoli rispuntare alcuni giorni dopo a Vilnius, la perla del Baltico, vivi, vegeti e mezzi congelati.

I due si resero subito conto di trovarsi in una città compatta, facilmente visitabile a piedi, ma mai avrebbero creduto che in così pochi km2 avrebbero trovato una quantità così incredibile di chiese. Il suo centro storico, prevalentemente in stile barocco, fu stato dichiarato Patrimonio UNESCO nell’anno del Signore 1994, poco più di 600 anni dalla fondazione della città. A tal proposito, fu proprio la storia stessa della nascita della città ad incuriosirli. Si narra, infatti, che al primo granduca di Lituania – Gediminas – apparve in sogno un lupo di ferro che ululava con la potenza di ben cento lupi. Tale sogno fu per lui il segno che avrebbe dovuto fondare lì una città forte e possente quanto quell’ululato.

1° Giorno: i classici

I nostri due viaggiatori iniziarono a scoprire la città di Vilnius proprio partendo dalla collina di Gediminas. Sfortunatamente, una volta arrivati alla funicolare che avrebbe permesso loro di raggiungere la cima della collina, scoprirono che il Castello era in fase di ristrutturazione e non poteva essere visitato.

Decisero dunque di dirigersi verso la Collina delle Tre Croci. Lui cercò inutilmente un’altra funicolare che gli avrebbe evitato la camminata in salita ma la fortuna non fu dalla sua, così come le temperature. Raggiunsero – fra una pausa e l’altra per recuperare fiato – la collina, le cui tre croci furono costruite in ricordo di tre monaci crocifissi dai pagani nel 1300.

collina delle tre croci vilnius
La collina delle tre croci

Dopo essersi goduti il panorama per alcuni minuti, tornarono verso il centro della città e si fermarono in Piazza della Cattedrale, in primis per trovare una lastra in pietra molto particolare. Questa lastra, la cui scritta stebuklas significa “miracolo”, fu posizionata al termine di una catena umana di oltre 2 milioni di persone, da Tallinn a Vilnius, le quali nel 1989 protestarono contro l’occupazione sovietica. Affinché il proprio desiderio si avveri occorre ruotare su se stessi in senso orario e in piedi sulla lastra. Semplice no? Ad onor di cronaca è giusto sottolineare che ai due occorsero quasi 15 minuti per trovarla: la sua esatta posizione, infatti, non viene mai rivelata e i nostri due viaggiatori intendono continuare questa tradizione!

Espressero il loro desiderio (come nel caso della grotta di Gūtmaņa, i due sono ancora in attesa dei segni divini) e, dopo aver ammirato il Campanile di oltre 57m, si diressero all’interno della Cattedrale. Il suo esterno in stile classico fece pensare a uno stile simile anche all’interno. Niente di più sbagliato. Barocco e gotico la fecero da padroni.

Terminata la visita alla Cattedrale, la stanchezza e il freddo iniziarono a farsi sentire. Decisero dunque di fare una pausa caffè per poi riprendere percorrendo Plies gatvė, una delle vie più turistiche della città.

Ad attirarli fu un piccolo edificio sulla sinistra, dall’esterno piuttosto anonimo ad essere sinceri: la Casa dei Firmatari. In ogni saletta respirarono l’orgoglio di questo paese che tanto ha lottato, in particolare nel corso del XX secolo, per la propria indipendenza. Qui fu firmato nel 1918 il documento che ne riconosceva l’indipendenza (poi persa e riconquistata nel 1939), sorvegliato da due militari dallo sguardo così minaccioso che lei a fatica ebbe il coraggio di scattare una foto.

Prima della fine della giornata, considerate le batterie non ancora scariche – pagarono pesantemente questa decisione il giorno seguente – decisero di visitare anche il Museo dell’Ambra, l’oro del Baltico. Di che colore è l’ambra? Gialla, no? Non solo, esiste anche bianca, verde, arancione, blu e nera!

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Ambra

2° giorno: itinerario della fede (ma non solo)

Sapevate che Vilnius conta ben 50 fra chiese cattoliche e ortodosse? I nostri due viaggiatori ovviamente non le visitarono tutte, ci sarebbero voluti giorni solo per completare il giro! Iniziarono dalla Chiesa di Sant’Anna, la più bella della città, costruita con ben 33 diversi tipi di mattoni rossi. Il manoscritto della Lonely Planet narra altresì che persino Napoleone se ne era innamorato a tal punto da volerla portare con sé a Parigi.

Proseguirono con il Monastero di San Bernardino, la splendida Chiesa ortodossa dello Spirito Santo e la Chiesa di San Casimiro. Videro anche altre chiese, ma decisero di soffermarsi all’esterno. D’altronde, non erano mica in pellegrinaggio!

Il lato studioso di lei fece pendere l’ago della bilancia dalla fede alla ragione. Per questo proseguirono in direzione Università di Vilnius. Va da sé che l’idea non scatenò sul momento l’entusiasmo di lui, il quale non capiva tutto questo interesse nei confronti di un’università. Per un momento credette volesse tornare studentessa (non si allontanò tanto dalla verità ma non ebbe mai modo di averne conferma).

Gli occhi a forma di cuore comparvero subito sul viso di lei non appena varcata la soglia della libreria, dalle otto volte completamente affrescate. La sensazione di trovarsi in un luogo speciale non scomparve, anzi, aumentò alla vista degli affreschi nel vestibolo del Centro di Filologia, rappresentanti le stagioni dell’anno.

Entrando ed uscendo dai vari cortili, tutti intitolati a personaggi di spicco del paese in ambito letterario, scientifico ed artistico, arrivarono nel Cortile Maggiore. Lì si trovarono circondati da edifici di periodi e stili differenti e dalla Chiesa dei SS. Giovanni con il suo campanile. Costruita nel 1386 in stile gotico, fu ricostruita in stile tardo barocco nel XVIII secolo a seguito di due grandi incendi.

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Chiesa SS. Giovanni

Dopo alcuni minuti, lei uscì con la scusa di voler scattare delle foto dell’esterno. Una volta anch’egli uscito dalla chiesa, iniziò a guardarsi intorno cercando di capire dove si fosse cacciata. La ritrovò nei pressi della segreteria studenti… chissà cosa stava combinando!

Prima di lasciare la città e visitare Trakai e Paneriai, decisero di fare una veloce tappa nella Repubblica di Užupis. Una Repubblica all’interno di un altro stato? Che bizzarria era mai questa? Tuttavia, i blogger-cantastorie ne avevano scritto così tanto che ai due sembrò un peccato non poter vedere con i loro occhi di cosa si trattasse.

La Repubblica di Užupis nacque “ufficialmente” nel 1998 e vanta una Costituzione di ben 41 articoli.

costituzione italiano uzupis
La costituzione di Uzupis in italiano

Il suo simbolo? L’angelo di Užupis, una statua rappresentante un angelo che suona la tromba creata nel 2002. I due passeggiarono tra le vie di questo “Stato” ma, a differenza di tante altre persone, non ne rimasero particolarmente colpiti. Ciò che non dimenticheranno, tuttavia, sarà l’articolo 5: “Ogni uomo ha il diritto di essere unico”.

(Foto di copertina: dmvl Pixabay)

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40 commenti

  1. Non so per quale ragione oggi clicco mi piace, ma non ho ruscontro con l’iconcina che appare a fianco. Comunque e un post interessante. Così come la meta che avete scelto

    1. Grazie mille! Le Repubbliche Baltiche ci hanno davvero rapito il cuore e con il senno di poi, vederle in pieno inverno ha dato un tocco di magia in più!
      Ora verifico questo problemino, non mi è mai capitato prima d’ora 😅

  2. Wow quante cose da vedere! Le chiese sono una più bella dell’altra ma le vere chicche per me sono il museo dell’ambra e la libreria dell’università, gli affreschi sono splendidi!!

    1. L’università per me è stato il non plus ultra della bellezza, la libreria, in particolare, una vera chicca, hai ragione! Al Museo dell’ambra siamo capitati quasi per caso, è talmente piccolo e poco visibile che se non lo avessimo letto in piccolo nella guida non lo avremmo mai visitato! 😉

  3. Ma nooo chepp@#*e! Mi sa che il nuovo sistema dei commenti ottimizzati per la GDPR non consente di avere la notifica di quando si riceve la risposta! Me ne sono accorta da un po e sto avendo la conferma adesso che ho visto la tua risposta al mio commento sul tuo post precedente 🙁
    Questa cosa quanto mi da noia! Tra l’altro proprio in questo periodo che sono giù per la nostalgia da neve (grazie per questo post a proposito) 😛
    Un bacio, buona serata! 😉

    1. Non mi dire questo Dani! 😭 Ho installato questo plugin ma non è detto che lo tenga, vedrò in base a come si evolveranno le cose….che noia questo GDPR!
      Tornando alla neve, ho tenuto appositamente questo e altri due post per ultimi proprio per continuare a godermi (virtualmente) la neve 😍

  4. Ma che bella esplorazione della città che hai fatto ! Con la neve poi sembra tutto ancora più magico … rende il paesaggio fatato, anche se immagino avrai avuto un freddo pazzesco!!!

    1. Diciamo che il freddo ci ha temprato lo spirito 😂 ma più ci pensiamo, più siamo convinti che aver fatto questo viaggio in pieno inverno sia stata la decisione migliore!

  5. Ho visitato Tallinn sotto la neve, e la ricordo con nostalgia! Deve essere bellissima anche Vilnius <3

  6. Anch’io ho visitato Vilnius sotto la neve, è davvero magica come città. Adoro la repubblica di Uzupis, peccato quel giorno fosse domenica e non sono riuscita a ottenere il timbro sul passaporto 😀

    1. Avevo letto il tuo post sulla Repubblica di Uzupis e mi aveva proprio incuriosita. Forse avevamo semplicemente aspettative troppo elevate, chissà, resta il fatto che non ci abbiamo trovato quell’atmosfera che viene tanto descritta. Magari in futuro le daremo un’altra chance 😉

  7. Ciao Erica! Mi sono divertita molto a leggere il tuo racconto! In effetti ti ho lasciato in mezzo alla neve e ancora non ne sei uscita! 🙂 E’ un viaggio affascinante quello che descrivi. Ho sempre sentito parlare di Vilnius per il freddo ma anche per l’architettura barocca. Buon viaggio e tenimi aggiornata! 🙂

    1. È stato un viaggio che è andato ben oltre le nostre aspettative, siamo sinceri. Ogni città, capitale o città di periferia, ci ha colpiti in modo diverso e siamo altresì certi che la neve abbia giocato un ruolo fondamentale!

  8. Io pensavo di vedere la Finlandia e l’Estonia con ancora un po’ di neve e ghiaccio qua e là, invece ho trovato più caldo che in Italia! Vorrei proprio tornare in inverno e vedere queste città sotto la neve, come le avete viste voi 😍

    1. La neve, freddo a parte, secondo noi ha dato quel tocco di magia in più a tutto il viaggio, tornando indietro sceglieremmo ancora il periodo invernale! Ps. poi al freddo ormai ci abbiamo fatto il callo…

  9. Trovo molto interessante e divertente visitare le città in inverno, magari sotto uno strato di neve, proprio come avete fatto voi. In passato era un appuntamento fisso visitare una capitale ‘nordica’ durante l’inverno. Devo riprendere questa abitudine 😉

    1. Causa lavoro ormai siamo abituati a viaggiare nei mesi invernali e verso mete tutt’altro che caraibiche 😂 Siamo sempre più attratti dal nord Europa quindi possiamo affermare con assoluta certezza che vi saranno altre puntate! Ti auguriamo di riprendere le buone abitudini! 😉

  10. Capire il senso della lastra devo dire che non era assolutamente facile..mi piace da morire la forma che scrivi..a parte chiaramente i posti meravigliosi!

    1. Grazie mille! Diciamo che raccontare questo viaggio in questo modo ci è sembrato il modo migliore per rendergli onore, se vogliamo un azzardo ma non abbiamo resistito! 😉

  11. Vilnius e Tallinn sono quella parte est d’Europa che mi piacerebbe molto visitare, anche con la neve…ma non farà troppo freddo? Bellissima la libreria dell’università!!

    1. Freddo è freddo, non c’è che dire! Tuttavia posso garantirti che la neve ha davvero dato una svolta al viaggio, lo ha reso speciale!

  12. Ho letto con piacere il seguito del vostro racconto, stavo aspettando la tappa seguente da un po’ 🙂 Che bella Vilnius sotto la neve. Una città che mi piacerebbe visitare presto.

    1. Delle tre capitali baltiche può sembrare quella meno affascinante. Basta solo saperla scoprire un po’, sa riservare vere chicche e, detto tra noi, è anche la meno cara!

  13. Sono anni che aspetto il momento giusto per visitare le repubbliche baltiche, intanto leggo i racconti di chi c’è stato e oggi ho scoperto la bellezza degli affreschi della biblioteca. Sicuramente saranno nella lista delle cose imperdibili a Vilnius.

    1. Concordo con te Stefania, per me la l’Università non può mancare in un itinerario a Vilnius, vale più di mille chiese!

  14. Ultimamente mi è capitato di pensare a Vilnius come meta, devo ammettere che prima non l’avevo mai presa in considerazione. Credo però che ne valga la pena metterlo in lista.

  15. Vilnius dev’essere molto interessante, non sapevo della storia della pietra posata alla fine della catena umana. Che spettacolo dev’essere stato! Ma, se dovessi andarci d’inverno, sicuramente passerei il tempo a scaldarmi nel Centro di Filologia, bellissimo 🙂

    1. Visitare le Repubbliche Baltiche in inverno sicuramente può essere poco comodo dal punto di vista delle temperature ma il fascino del freddo e della neve le rende davvero uniche!

  16. Ma che meraviglia! La Chiesa di San’Anna e l’Università sono splendide, mi hai davvero fatto venir voglia di visitare Vilnius (dico sul serio). Con la neve poi deve essere qualcosa di davvero speciale. Non mi dispiacerebbe un post sulle “raccomandazioni” riguardo ad abiti e cose da portarsi ^^

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